La “cura Raggi” non funziona: Roma precipita nella classifica della vivibilità

Se parlassimo di calcio, Roma sarebbe certamente in zona rossa, quella della retrocessione. In realtà, parliamo di qualità della vita e di graduatoria annualmente stilate e certificate dall’Università La Sapienza per ItaliaOggi. Quella relativa al 2016 indica che a Roma la  qualità della vita è peggiorata in un solo anno scaraventando la capitale dal sessantanovesimo posto (anno 2015) all’ottantottesimo di quest’anno. Un posizionamento solitamente attribuito a città dai livelli di qualità della vita gravemente insufficienti.

Lo certifica una ricerca de La Sapienza

Analizzando la ricerca nel dettaglio, si scopre che relativamente al dato che misura l’indice di criminalità, Roma cede quattro posizioni e scende al posto 106 tra le città sicure cedendo (era al 102 nel 2015). In particolare, le posizioni più critiche riguardano i reati contro il patrimonio (106), scippi e borseggi (107), furti d’auto (104) e in appartamento (101) e le violenze sessuali (84). Va ancora peggio se si passa ai parametri che misurano il disagio sociale. In questo caso, la discesa è di ben sedici gradini: cinquantottesimo posto rispetto al 42 dell’anno scorso. Segno negativo anche per i servizi scolastici che vedono la città di Roma perdere sette posizione. L’importante, però si dice, è la salute, ma anche quella rischia di diventare per i romani solo un ricordo dal momento che anche in questo caso la ricerca de La Sapienza registra lo smottamento verso il basso. Le posizioni in meno sono due: dal decimo all’ottavo posto e 103esima per tenore di vita. Nel 2015 era 94esima.

In un solo anno Roma ha perso 19 posizioni

Ma i dati più allarmanti vengono dall’ambiente: Roma è all’84esimo posto. La Capitale è tra i fanalini di coda (105) per la concentrazione di biossido di azoto. È 73esima per il verde pubblico e appena una posizione più alta (72) per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. È invece quinta tra le città per l’uso del trasporto pubblico. Non consola neppure la classifica dedicata al turismo e al tempo libero che scende di una posizione (52) rispetto all’anno passato: un dato, quest’ultimo, a dir poco paradossale se si pensa alla forza attrattiva che Roma esercita nel mondo intero.  Insomma, la cura di Virginia Raggi non sembra esserci e, se c’è, non pare particolarmente efficace. «Roma – commenta infatti il capogruppo di Fdi-An in Campidoglio Fabrizio Ghera – sconta le inefficienze del governo Pd prima e le incertezze dei primi passi del governo 5 stelle oggi. Di fatto non c’è stato un cambio di rotta. Roma poi sconta anche l’immobilità amministrativa derivata dalle numerose inchieste su Mafia Capitale». Gli fa simpaticamente eco il senatore Francesco Giro, di Forza Italia: «E’ allarme Roma. Dopo le amministrazioni di sinistra, dopo il deludente prefetto Tronca e sopratutto dopo i primi sei mesi della non-sindaca Raggi, Roma crolla dal cinquantesimo all’88 posto. Aridatece Alemanno!».