Il Cremlino brinda all’“abbraccio” tra Putin e Trump: «Faranno grandi cose»

Per la prima volta in tanti anni è una strada spianata quella che, idealmente, collega il Cremlino alla Casa Bianca. E in barba a guerre fredde e gelate istituzionali di vecchia memoria (rinverdita nell’ultima fase della presidenza Obama e a campagna elettorale della Clinton in corso); incuranti di propagandistici allarmismi internazionali e fanta-scenari ipotizzati da rivali e detrattori politici, Donald Trump e Valdimir Putin sembrano decisamente intenzionati a ridare corpo e credibilità diplomatica al mai tramontato credo redo russo seconco cui “con i repubblicani ci si intende meglio che con i democratici”…

Cremlino, Putin e Trump molto simili: speriamo in passi avanti

Non sorprende, allora, che il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov abbia ribadito, una volta di più in queste ore, come Vladimir Putin «speri davvero» di migliorare le relazioni con gli Stati Uniti una volta che Donald Trump arriverà ad insediarsi ufficialmente alla Casa Bianca come nuovo presidente in carica. Non solo: Peskov, che ha rilasciato un’interessante intervista alla Associated Press, ha descritto Putin e Trump come due uomini «molto simili» nel modo in cui vedono il mondo, aggiungendo a stretto giro – in nome di questa comune visione strategica e ideologica – come la Russia speri fattivamente «in buone relazioni sul piano personale». Una lunghezza d’onda  su cui ci sarebbe sintonizzati – ha ribadito quindi Peskov – da Mosca a Washington anche a campagna elettorale in corso. Il portavoce russo, infatti, avrebbe confermato nel corso dell’intervista che «esperti russi» sono stati in contatto con «alcuni membri» dello staff di Trump durante le varie tappe della corsa per la Casa Bianca: e questo benché la portavoce di Trump abbia negato invece, sempre interpellata dall’AP, che ci siano state relazioni con «entità straniere».

Putin e Trump, l’abbraccio tra Mosca e Washington

A urne chiuse e congratulazioni istituzionali archiviate, l’attenzione internazionale torna a concentrarsi dunque sull’abbraccio diplomatico tra Mosca e Washington: un abbraccio già stretto a distanza a suon di caute dichiarazioni e decise scelte di campo, e che dovrebbe – a urne chiuse e giochi fatti – far ripiegare nel cassetto quella che è ormai la logora bandiera, tornata a sventolare a più riprese nel corso di questa infuocata campagna elettorale americana, agitata dal vento dell’ipotesi di una conflittualità di ritorno tra le due super-potenze. Nel sempreverde scenario di un conflitto che le veda coinvolte, infatti, si è sempre ipotizzato che Russia e Stati Uniti potessero schierarsi su fronti pericolosamente contrapposti: ad oggi, però, i rapporti che Trump e Putin ostentano farebbero propendere decisamente per una strategica alleanza tra le due forze in campo. Con buona pace di complottisti dell’ultim’ora e semplici appassionati di corsi e ricorsi storici…