I terroristi afghani salutano la vittoria di Trump uccidendo soldati Usa

All’indomani dell’elezione di Donald Trump i terroristi islamici colpiscono i soldati statunitensi: un’esplosione è avvenuta in mattinata nella più grande base statunitense in Afghanistan. Lo rende noto l’agenzia Afp specificando che ci sono vittime. La missione Resolute Support della Nato ha confermato l’esplosione spiegando – come si legge in una nota – che è avvenuta nella base aerea di Bagram, nella provincia centrale afghana di Parwan. «Ci sono vittime – si spiega nel comunicato -. Le nostre squadre si stanno occupando della situazione». Sono almeno 4 i morti e 15 i feriti nell’esplosione avvenuta nella base aerea americana di Bagram. Lo riferiscono i media locali che citano Abdul Waheed Sidiq, portavoce del governatorato di Parwan, il quale ha precisato che si è trattato di un attacco terrorista suicida. L’attentato è stato rivendicato dai talebani via twitter. L’identità delle vittime non è stata ancora resa nota.

Gli islamici afghani colpiscono base a Bagram

In base a una prima ricostruzione, il terrorista islamico è riuscito a eludere la sorveglianza della base aerea mescolandosi a un gruppo di impiegati. Una volta dentro si è fatto esplodere, riferisce il New York Times, citando il portavoce del governatore di Parwan. L’esercito americano ha poi confermato in un comunicato che quattro persone sono morte nell’attacco suicida. Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha rivendicato l’attentato sostenendo di «aver ucciso un alto numero di soldati americani». Al momento dell’esplosione, i militari erano riuniti per il Veteran’s Day. Ma il terrorismo islamico non colpisce solo l’Afghanistan: si temono almeno 30 morti dopo l’esplosione di una bomba nei pressi di un santuario sufi in Pakistan. Per la polizia i morti sono almeno 10 e 60 feriti, ma per i soccorritori potrebbero essere decine le vittime. L’attentato si è verificato in Baluchistan, nel sud-ovest del Paese, mentre centinaia di persone si trovavano in un santuario sufi. Nessun gruppo finora ha rivendicato, ma quella regione è stata già bersaglio degli estremisti islamici.