I commercialisti: sciopero contro Renzi, sta complicando la vita al Paese

Anche i commercialisti si schierano apertamente contro il governo Renzi. E preannunciano, attraverso le associazioni nazionali di categoria dei professionisti, Adc, l’associazione Dottori Commercialisti, Aidc, Anc, Andoc, Unagraco, Ungdcec ed Unico una manifestazione nazionale a Roma e, soprattutto, il primo, storico, sciopero della categoria.
Gli «ultimi provvedimenti in materia fiscale, come il recente decreto collegato alla manovra», spiegano dalle associazione dei commercialisti, hanno provocato la «profonda delusione della nostra categoria nei confronti di misure che, puntualmente, non solo disattendono le numerose e continue promesse di semplificazione, ma addirittura contribuiscono a complicare ulteriormente il funzionamento del sistema fiscale del Paese». E questo «in spregio non solo del rispetto dei diritti del contribuente, ma anche del lavoro svolto dai professionisti economici».
«Il 14 dicembre dalle ore 11 alle ore 16», fanno sapere dalle associazioni, ci sarà una manifestazione nazionale nella Capitale, nel corso della quale «verrà proclamato il primo sciopero nazionale della categoria dei commercialisti nel rispetto delle norme contenute nel Codice di autoregolamentazione delle astensioni collettive, di cui la stessa categoria si è dotata nel 2014».
In una nota congiunta dei sindacati, che a breve comunicheranno il luogo della manifestazione contro il governo Renzi che si svolgerà fra meno di un mese nella Capitale, le associazioni dei commercialisti fanno sapere di aver inviato una lettera a «tutti i colleghi» che «sono chiamati a partecipare per esprimere in modo tangibile la loro contrarietà a provvedimenti normativi che penalizzano sotto molteplici aspetti, da quello delle competenze a quello della responsabilità, il ruolo del commercialista».
Da mesi le associazioni di categoria dei commercialisti sono ai ferri corti con il governo Renzi e con alcuni parlamentari. L’11 novembre scorso, con un ironico comunicato congiunto, avevano deriso quella che chiamano «semplificazione al contrario»: «Dobbiamo rilevare nostro malgrado – scrivevano i sindacati dei commercialisti – che il governo prosegue nella politica delle semplificazioni al contrario, non soltanto ignorando professionisti e contribuenti ma affossando le stesse prospettive di crescita e sviluppo del Paese. Chi avrà ancora il coraggio di investire in un contesto del genere?».
Nel mirino dei commercialisti  quei «provvedimenti che si rivelano inutili contro gli evasori e vessatori nei confronti di chi le tasse le paga già», in particolare «alcune modifiche al regime sanzionatorio» apportate dalla Camera che prevedono «8 nuovi adempimenti fiscali a carico di professionisti e imprese», «siamo di fronte al varo di una nuova tassa (occulta, ma reale) sulle partite Iva».