Hillary concede la vittoria a Trump e nella Duma scattano gli applausi

Hillary Clinton ammette la sconfitta e concede la vittoria a Donald Trump. Nello stesso momnento dell’ammissione della sconfitta e della ufficialità della vittoria di Donald Trump ecco che nella Duma, la camera bassa del parlamento russo, scattano gli applausi, fragorosi, dei deputati. Il presidente della camera, Vyacheslav Volodin, ha detto di sperare ora in un dialogo più costruttivo tra Usa e Russia. «Le attuali relazioni russo-americane non possono essere chiamate amichevoli: speriamo che si possa instaurare un dialogo più costruttivo tra i due paesi quando il nuovo presidente si sarà insediato”, ha detto Volodin citato dalla Tass. «Il parlamento russo accoglie e sostiene qualsiasi iniziativa in questo senso».

Hillary Clinton telefona a Trump

La delusione della Clinton e del suo staff è palpabile plasticamente nel quartier generale democratico, non lontano da quello di Trump. «Andate a casa, non avremo niente da dire stasera», sono le parole desolate di John Podesta, il manager della campagna di Hillary Clinton, che forse parlerà nelle prossime ore (pomeriggio italian0). Il tempo di telefonare – gesto rituale che le è costato molto – per congratularsi con il suo rivale e vincitore. «Ho appena ricevuto le congratulazioni di Hillary Clinton e io mi congratulo con lei per la sua campagna», risponde subito Trump. Poi ribadisce l’appello alla unità tra schieramenti: «È il momento di unirci e superare le divisioni». «Ho fatto le congratulazioni a lei e alla sua famiglia per una campagna combattuta molto, molto duramente. L’ha combattuta molto bene. Hillary ha lavorato a lungo e duramente per tanto tempo, e noi abbiamo nei suoi confronti un grande debito, per il nostro paese».

Via i ritratti di George W. Bush e di Clinton

Quando entrerà alla Casa Bianca, sicuramente tra le cose che Donald Trump rimuoverà subito ci sono i ritratti di due ex presidenti all’ingresso del foyer, scherzano (ma non troppo) alcuni membri del suo entourage poco dopo l’annuncio della vittoria: a destra quello del repubblicano George W. Bush, che non lo ha votato, a sinistra quello del suo predecessore, Bill Clinton, marito della “corrotta’ Hillary”.