Globalizzazione, il 45% degli europei la teme. I più inquieti sono i ceti popolari

Francesi e austriaci sono gli europei che più considerano la globalizzazione come una minaccia (rispettivamente il 55 e 54%), mentre francesi e italiani mostrano il livello più alto di ansia economica nei confronti del fenomeno (il 51 e il 45%). È uno dei risultati dello studio Eupinions della fondazione Bertelsmann sul rapporto fra europei e globalizzazione, presentato in Germania.

La globalizzazione spaventa sempre più europei

Al contrario solo il 36% dei britannici dice di considerarla un pericolo e solo il 26% ne prova ansia dal punto di vista economico. Un po’ come i polacchi, che si dichiarano economicamente ansiosi solo per il 22%, anche se considerano la globalizzazione una minaccia per il 50%. In generale, gli europei hanno in stretta maggioranza (55%) ancora una visione positiva della globalizzazione, ma cresce una robusta minoranza (45%) che la valuta negativamente.

La working class è la più preoccupata per il sociale

Per quanto riguarda l’ansia di tipo economico, la globalizzazione la genera nel 35% degli europei, mentre il 65% dichiara di non averne. Sul piano sociale, il numero più alto di chi considera una minaccia la globalizzazione si ritrova fra coloro che si definiscono «working class», mentre diminuisce nel ceto medio. Anche l’età gioca un ruolo importante: man mano che si scende di età le preoccupazioni diminuiscono e cresce la tendenza a vedere nella globalizzazione più un’opportunità.