Gli 007 olandesi: fra i rifugiati c’è il forte rischio di infiltrati Isis in Europa

Sono fra di noi, nascosti nelle nostre città dietro a una coltre di anonimato. Pronti ad attivarsi e a passare all’azione quando arriverà il via libera. Sono i terroristi “in sonno” dello Stato islamico. Fra le 60 e le 80 persone, tutti agenti operativi, stimano gli 007 olandesi. Gente qualunque che ha anche pensato, magari, di varcare il confine per andare in Siria a combattere sotto le insegne del Califfato. Ma che è stata dissuasa proprio dagli stessi strateghi dello Stato islamico. Perché i capi militari del Califfato lì vogliono qui, in Europa, piuttosto che nelle loro fila. Qui, nel vecchio Continente, possono essere più utili alla causa dello Stato islamico, più di quanto lo sarebbero se andassero laggiù.
Alle cellule in sonno «arriva il messaggio dello Stato islamico che chiede loro di non andare in Siria o Iraq ma di preparare attacchi in Europa», rivela all’Associated Press, Dick Schoof, a capo dell’antiterrorismo olandese che sta studiando il fenomeno e fornisce cifre ragionate: ci sono tra «i 60 e gli 80 agenti operativi dell’Isis in Europa piazzati per compiere attacchi».
Le informazioni dell’intelligence dicono questo e lanciano l’allerta dopo aver esaminato una serie di indicatori.
In questo contesto, avverte il capo dell’antiterrorismo olandese, è interessante notare che il numero di foreign fighters dell’Isis sui campi di battaglia negli ultimi sei mesi «non è cresciuto, ma il fatto che non viaggino non riduce la potenziale minaccia».
Oltretutto, osserva il coordinatore degli 007 olandesi, le operazioni militari condotte sul territorio per cacciare lo Stato islamico dal suo Califfato hanno provocato una vera e propria diaspora con la pericolosa conseguenza di sparpagliare combattenti e sostenitori del gruppo estremista ai quattro angoli del globo. Questo porterà probabilmente, ammonisce Dick Schoof, che prima di coordinare gli 007 olandesi era a capo dell’ufficio immigrazione, ad un graduale aumento di rifugiati che rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale dei Paesi Bassi e di altri paesi europei.
Le confuse e contraddittorie politiche sull’immigrazione incontrollata gestite dagli Stati europei e dall’Italia in particolare hanno aggravato ulteriormente la situazione consentendo – come è stato recentemente verificato – di aprire le porte dell’Europa a decine e decine di terroristi nascosti fra profughi e richiedenti asilo. Il risultato è che ora abbiamo il nemico in casa. E siamo stati noi ad aprirgli la porta per consentirgli di venire ad ammazzarci.