Gasparri: «Il 4 dicembre l’Italia dirà No al renzismo in tutte le sue salse»

«Bene che sia stato respinto il ricorso di Onida. I professori complicano sempre le cose. Si deve andare al voto senza interferenze per una valutazione non solo giuridica e accademica, ma soprattutto politica». Lo afferma Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato.

Gasparri e le ragioni del No

«Il combinato disposto della riforma costituzionale e della legge elettorale cancella la partecipazione popolare e gli elettori, come già avvenuto del resto con la finta abolizione delle province che sono rimaste in vita ma senza che gli elettori possano scegliere i consiglieri. Questo è il problema di fondo che gli italiani dovranno esaminare il 4 dicembre. Dire “No” a delle proposte che cancellano la democrazia e la partecipazione popolare. Altro che arzigogoli da professori», aggiunge Maurizio Gasparri. «L’elezione di Trump in America – sottolinea – oltre a liquidare il politicamente corretto delle sinistre di tutto il mondo, il cui livore ci sta riempiendo di gioia, ci conferma che non si vive di cavilli ma di proposte concrete. Il 4 dicembre bocceremo il politicamente corretto, il renzismo in tutte le sue salse, una riforma che cancella il popolo che invece deve decidere come è avvenuto negli Stati Uniti».

Brunetta: il quesito è comunque ingannevole

«Meglio che il ricorso di Onida sia stato respinto dal Tribunale di Milano, così il 4 dicembre si vota per il referendum», dice a sua volta Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera. «Anche se Onida aveva ragione: il quesito è ingannevole nella forma e nella sostanza. Nella forma come è stato usato dalla Rai e nella sostanza perché costruito fin dall’inizio da Renzi come uno spot. Tanto Renzi – prosegue – il 4 dicembre perderà lo stesso, vincerà il No nonostante il quesito e nonostante l’ingannevolezza dello stesso».