FdI denuncia: “Magliana devastata dai centri sociali, Raggi non pervenuta”

 “Quanto sta accadendo in questo momento nel quartiere Magliana ha dell’inverosimile, circa 200 individui appartenenti ai centri sociali hanno letteralmente messo a ferro e fuoco il quartiere, danneggiando automobili, negozi e beni pubblici”. Lo dichiarano in una nota Maurizio Politi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia e Paolo Rendina, dirigente locale di Fratelli d’Italia. “E’ inaccettabile che sia stato permesso a dei criminali di gettare nel panico un intero quartiere, senza che si muovesse un dito. Presenteremo immediatamente un’interrogazione al Sindaco di Roma, che a seguito anche dell’assurda manifestazione permessa al Colosseo, forse non ha ancora capito che la città necessità di una guida forte. Purtroppo dobbiamo riscontrare ancora una volta la completa assenza di sinergia operativa messa in campo dal Ministro Alfano, che prima ha negato una manifestazione contro l’immigrazione, ma dopo ha permesso che dei delinquenti dei centri sociali fossero liberi di raggrupparsi e fare un corteo per le vie di Magliana. I centri sociali, veri e propri luoghi l’illegalità, vanno immediatamente chiusi ed i beni pubblici occupati restituiti ai cittadini, non è più tollerabile che nella Capitale d’Italia venga consentito quanto accaduto oggi a Magliana”. Concludono Politi e Rendina.
Su quanto accudto alla Magliana c’è da registrare anche un comunicato di CasaPound “Qualcuno sta nominando CasaPound in merito agli scontri di oggi nel quartiere della Magliana. Precisiamo che noi non dovevamo fare alcun presidio oggi pomeriggio e non abbiamo preso parte ad alcun tipo di violenza. Se i residenti del quartiere hanno deciso di attaccare i locali dei centri sociali, è solo perché esasperati da questo cancro della società, l’antifascismo. Il corteo degli antifascisti, infatti, ha pensato bene di prendersela con le vetrine dei negozi e le auto in sosta dei cittadini, distruggendole.Alla logica sistematica della menzogna antifascista non crede più nessuno. Noi costruiamo sulle macerie lasciate da altri. A ognuno il suo”.