Favole Disney: le eroine femministe hanno stufato. Ridateci Cenerentola

Arriverà nelle sale italiane il 22 dicembre il cartone natalizio della Disney, una tradizione che si rinnova, ma con qualche cambiamento. L’eroina di Oceania infatti, figlia del capo di un villaggio della Polinesia, è combattuta tra il desiderio di succedere al padre e quello di partire per esplorare l’Oceano. In origine la ragazza si chiamava Moana mutato poi in Vaiana per non evocare la pornostar Moana Pozzi. Una nonna veggente l’aiuterà a seguire la via più giusta. È stata sottolineata l’assenza di romanticismo in questa favola moderna, la mancanza del convenzionale principe azzurro, la circostanza che a conti fatti per Moana-Vaiana contano tenacia, intraprendenza, coraggio e indipendenza. Di teste coronate non ha bisogno, neanche di spasimanti e men che meno di maschi.

Nei film Disney scompaiono le nozze tra principi e principesse 

I registi del film – gli stessi de La Sirenetta e de La principessa e il ranocchio – hanno definito non a caso Vaiana “un’eroina cazzuta”. Per Repubblica è un’eroina che non ha bisogno del sesso forte. Per La Stampa è un’eroina femminista che addirittura vendica in qualche modo Hillary Clinton che non è riuscita nella conquista della Casa Bianca.  In pratica, dalle favole sta scomparendo il modello Cenerentola-Biancaneve, troppo datato, antico e caramelloso. Non è un “complotto” dei teorici del gender ma qualcosa si muove nella storia delle mentalità ed è bene farci i conti. 

L’eroina di Oceania viene dopo Mulan, Rapunzel e Merida 

Intanto, Vaiana – che comunque andremo a vedere perché i film Disney sono simpatici, divertenti e tecnicamente perfetti – è l’ultima di una serie di eroine “con gli attributi”, per parafrasare i registi John Musker e Ron Clements: prima di lei abbiamo ammirato Mulan, Rapunzel e Merida, la principessa scozzese del film Ribelle – The Brave. Con le due sorelle del film Frozen, Elsa e Anna, si compie un “salto di qualità” nel processo di “liberazione” delle figure femminili dallo schema del “vissero felici e contenti”. Per Elsa, la regina di ghiaccio, non ci sono né innamorati né pretendenti. Così il personaggio è stata adocchiato dal mondo Lgbt che invoca a gran voce una fidanzata per Elsa nel secondo episodio della saga che dovrebbe essere pronto nel 2018. Lesbiche e gay saranno accontentati? Vedremo. 

Il colosso Disney impari la lezione di Tolkien 

Vorremmo però ricordare al colosso Disney, che domina la sfera dell’entertainment e può vantare uno spazio importante nella fantasia dell’infanzia globale, che la maggioranza pensa ancora, come J.R.R. Tolkien, che le fiabe devono essere rassicuranti e consolatorie. Ricordiamo inoltre che anche le femministe più arrabbiate ammettono che tutti e tutte, anche le donne autodeterminate, hanno bisogno di essere abbracciate.

Cenerentola e la sua scarpina meglio della principessa di ghiaccio

E che alla fine Cenerentola che perde la scarpina dopo avere ballato tutta la sera col principe azzurro è un’idea resistente all’usura del tempo molto più di queste modernissime protagoniste Disney che tirano con l’arco e fanno surf e vivono in regni di ghiaccio. Le favole senza l’amore, senza il “vissero felici e contenti” si dimenticano. Anzi, non sono neanche favole. Perciò fatevi due conti (con i film dovete guadagnare o no?) e prendete esempio dal buon Perrault.