Effetto Trump? Macché, Wall Street e Borse europee smentiscono i gufi

I soliti gufi l’avevano ripetuto ossessivamente per giorni: se vince Trump, sarà la catastrofe delle Borse. Chi muove i grandi capitali finanziari – dicevano – teme fortemente una vittoria del candidato repubblicano. E proprio la notte scorsa, mentre la Borsa di Tokyo apriva in negativo, persino Bruno Vespa, durante la no stop di Porta a Porta, vaticinava tetro: «Se vincerà Trump, vedrete che succederà, tra qualche ora, quando apriranno le Borse…». Dovevamo stare tutti con il fiato sospeso?

In effetti, le Borse europee sono partite, in mattinata, un po’ nervose. Ma non più di tanto: le perdite erano comunque contenute. Gli operatori attendevano l’apertura di Wall Street. Sarà cataclisma? In vece no, non è avvenuto  alcun cataclisma. Non c’è stata, è vero, euforia, ma non c’è stato nemmeno crollo. Dopo una nottata di forti cali dei futures (che avevano fatto temere il peggio), l’apertura è stata tranquilla. Il Dow Jones è salito  dello 0,41% a 18.407,28 punti, mentre il Nasdaq ha ceduto  lo 0,11% a 5.187,79. Poi Wall Street ha ulteriormente accelerato: il Dow è arrivato all’1,13%  e  il Nasdaq allo 0,96%. Immediato il rimbalzo sulle Borse europee le Borse europee che hanno invertito direzione e hanno cominciato a crescere: Londra (+0,6%), Parigi (+0,3%) e Francoforte (+0,4%). Mosca continua a salire (+2,1%). Uniche piazze negative: Milano (-1,2%) e Madrid (-1,5%) .

Al dunque, la  paventata catastrofe non è avvenuta. I mercati, in questa prima giornata dell’era Trump, hanno dimostrato saldezza di nervi e capacità di adattamento alla nuova situazione politica americana. È vero, le Borse tifavano per Hillary. Ma poi si sono adeguate. Le Borse sono più prgmatiche di tanti analisti economici. Del resto,  quale fosse l’aria l’aveva già  fatto capire in mattinata Fitch: «La vittoria di Donald Trump e’ negativa per i conti pubblici americani, ma non ha implicazioni nel breve termine sul rating degli Stati Uniti». E i gufi si sono subito ammutoliti.