Dopo i neri, ecco i giovani: la base liberal abbandona Hillary Clinton

I giovani prendono nota diligentemente, fanno domande serie, ma non c’è elettricità nell’aria, potremmo essere a un seminario di biogenetica. Non hai l’impressione che questi Millennial vivano l’ante-vigilia dell’Apocalisse (potenziale). Ancora peggio è lo spettacolo fuori. Il campus di Columbia come sempre brulica di popolazione studentesca, è animato, dinamico, indaffarato. L’unica cosa che manca? La politica. Non c’è un solo comitato di militanti, democratici o repubblicani. Non c’è un banchetto di appello al voto. Zero propaganda elettorale, si legge su “la Repubblica“.

La distanza dei giovani USA dalle elezioni presidenziali

Qualcuno ha portato due sagome in legno, caricature di Donald Trump e Hillary Clinton, con un buco al posto del volto: puoi affacciarti e farti fare una foto. Roba goliardica, un gioco che può trovare anche un turista a Times Square. A quattro giorni dal voto, il campus della Columbia che è noto come uno dei più liberai del mondo, sembra vivere una routine normale, indifferente all’ansia febbricitante della nazione. Dalla parte opposta degli Usa, mia figlia che finisce un dottorato e insegna in California si è messa a lavorare da volontaria in una phone bank pro-Hillary: telefona a liste di donne per raccomandarsi che vadano al seggio martedì. Mi conferma però che nei suoi due campus universitari, Santa Cruz e San José, la militanza politica è ai minimi termini. E siamo, anche lì, nell’America più radicale. Il mio doppio test personale e familiare è confermato dai sondaggi. In quegli Stati dov’è consentito il voto anticipato la partecipazione della Generazione Millennial è in calo rispetto al 2012.

La partecipazione al voto sarà decisiva

Un brutto segno per Hillary, che sulla carta gode di un netto vantaggio fra i giovani… ammesso che vadano a votare. In confronto a quattro anni fa e al 2008, quando i Millennial furono una constituency cruciale per portare Obama alla Casa Bianca, oggi hanno tutti raggiunto l’età del voto, quindi sono numericamente ancora più importanti. È la prima elezione delle storia in cui i Millennial, nati dal 1982 al 1999, eguagliano i Baby boomer (sostanzialmente i loro genitori). Circa 70 milioni. L’uno e l’altro gruppo superano il 30% dell’elettorato potenziale. Ma in assenza di un candidato carismatico come Obama, in tempi normali meno della metà dei giovani americani votano, mentre i baby-boomer superano sempre il 60% e gli anziani il 70%. E l’affluenza che può giocare uno scherzo terribile ai democratici. Trump ha l’elettorato più anziano e più bianco: quello più disciplinato nell’esercitare il diritto di voto.