I dissidenti cubani guardano a Trump: “Sarà decisivo per il futuro dell’isola”

Berta Soler lancia un appello diretto a Washington: «Il governo degli Stati Uniti ora deve farsi garante della transizione pacifica. Bisogna parlare con Raúl Castro, porgli condizioni precise, e fare pressioni affinché il futuro di Cuba sia democratico. Questo è un dovere dell’intera comunità internazionale, se vogliamo evitare repressione e violenze», si legge su “la Stampa“. Insieme ad altri dissidenti storici, come Elizardo Sanchez e la figlia di Oswaldo Payá Rosa, è stata sorpresa dalla morte di Fidel in America: «Spero che mi facciano partire, e non mi arrestino quando arrivo». Non sarebbe la prima volta: la polizia l’aveva fermata anche mentre andava alla nunziatura apostolica per incontrare Papa Francesco, durante la visita dell’anno scorso. 

Dopo Obama, il futuro di Cuba è nelle mani di Trump

«Speranza. Castro è stato l’artifice di una dittatura che ha perseguitato migliaia di persone, privandole della libertà, e in diversi casi della vita. In questo momento, però, la cosa più importante da fare è guardare al futuro, che va impostato sulla democrazia e sul rispetto dei diritti umani. Perciò penso che la speranza debba essere il sentimento prevalente». 

Il ruolo di Trump e dei dissidenti cubani negli USA

«Il governo degli Stati Uniti ha normalizzato le relazioni con Cuba, e quindi ha un canale diretto di comunicazione con L’Avana. Deve porre condizioni precise a Raúl, che ha assolutamente bisogno dell’aiuto economico di Washington per sopravvivere, e chiedere garanzie per il futuro democratico del Paese. L’unica cosa che domandiamo è dare al popolo la possibilità di determinare il proprio destino, attraverso un voto regolare». A gennaio però Donald Trump diventerà il nuovo presidente, e durante la campagna elettorale era venuto a Miami per dare ai cubano-americani la garanzia che non avrebbe proseguito le aperture del predecessore Obama.  «Tutto questo ora è il passato. Se vogliono evitare violenze, gli Usa devono diventare i garanti della transizione democratica».