Disneyland Parigi nel mirino dell’Isis: i jihadisti volevano un Natale di sangue

Disneyland Parigi, i mercatini di Natale sugli Champs-Elysees, diversi luoghi di culto, una stazione del metro e diversi bistrot nel 20/o arrondissement: questi i siti che i terroristi arrestati a Strasburgo e Marsiglia la notte fra sabato e domenica avrebbero preso di mira a partire dal 1 dicembre, secondo quanto si apprende dalla polizia. È una notizia a dir poco agghiacciante, che dà la misura dell’inaudita ferocia cui sono giunti i jihadisti che operano in Europa. Colpire Disneyland Parigi e gli altri luoghi turistici vorrebbe infatti dire colpire luoghi frequentati, soprattutto nel periodo di Natale da migliaia di bambini e di famiglie. L’attacco portato dal jihadismo non conosce ormai né limiti né confini. I terroristi che operano in Europa obbediscono alle logica terrificante della guerra di sterminio. Prova ne sia il fatto, appunto, che intendevano trasformare un luogo come Disneyland Parigi, da luogo di gioia, in una sede di dolore e di morte. E il fatto sconcertante è che parliamo di gente generalmente  cresciuta nelle città europee, immigrati di seconda generazione i quali, invece di amare la gente e la civiltà presso cui hanno svolto la loro formazione umana, si trovano invece a odiare il mondo che li ha accolti fornendo opportunità alle famiglie in cui sono nati.  Non è più tempo né di buonismi né di cosmopolitismi né di porte splancate all’immigrazione. Più tardi si  renderanno conto del pericolo  le classi dirigenti europee, più lunga sarà la liste di dolore e di sangue.