La destra ricorda Giovanna Reggiani: 9 anni dopo tutto è tornato come prima

Quello di Giovanna Reggiani fu un delitto brutale, frutto di una violenza gratuita alimentata da degrado e depravazione. Da quel terribile caso di cronaca che sconvolse l’opinione pubblica tutta, e allertò tragicamente i romani, sono passati nove anni: e tutto sembra essere rimasto come quel terribile 30 ottobre del 2007, quando la donna, moglie del capitano di vascello della Marina Militare Giovanni Gumiero, di stanza a La Spezia, fu stuprata e massacrata nella stazione di Tor Quinto dall’allora 24enne romeno, Romulus Nicolae Mailat, un muratore che in quel periodo frequentava il campo rom vicino al luogo del delitto.

Nove anni fa il terribile omicidio Reggiani

Uno sbandato. Un violento. Un uomo feroce che ha lasciato sul corpo della povera vittima i segni di una efferatezza indicibile, da cui la donna ha cercato strenuamente di difendersi. Ma non c’è stato niente da fare: Giovanna Reggiani fu ritrovata in un fossato in coma e seminuda, con il volto coperto di sangue e il corpo lacerato da lividi e percosse: sarebbe morta di lì a poco dopo 24 ore di terribile agonia. Da quel terribile omicidio, si diceva – per cui lo straniero Mailat è stato condannato in via definitiva all’ergastolo – sono passati nove anni: nove anni che l’ex sindaco della capitale, Gianni Alemanno, ha voluto ricordare ancora una volta partecipando ad una manifestazione indetta in memoria di Giovanni Reggiani.

Alemanno alla manifestazione in ricordo della Reggiani

E allora, “ringrazio Giorgio Mori per aver organizzato la manifestazione che tiene vivo il ricordo di una tragedia che ha segnato in modo indelebile la storia della nostra città”, ha tenuto a ribadire l’ex primo cittadino di Roma partecipando alla commemorazione. “Purtroppo – ha poi proseguito Alemanno – abbiamo dovuto constatare che a 9 anni di distanza la situazione sicurezza nella zona sta tornando assolutamente preoccupante come ai tempi del delitto, cancellando tutto lo sforzo che durante la nostra amministrazione avevamo fatto per rendere più vivibile l’intera zona”. Immediata fu, infatti, all’epoca, la reazione a quella ferita inferta con tanta violenza contro una donna e contro una città. “Sopravvivono – ha ricordato allora Gianni Alemanno – solo le due colonnine Sos che avevamo installato all’inizio del nostro mandato, mentre l’illuminazione sull’unica strada di accesso alla stazione è di nuovo molto carente. Anche la navetta 332 che era stata da noi istituita tra la stazione e le fermate della rete Atac risulta sospesa da quasi 10 mesi. Credo che oggi si debba lanciare un grido di allarme sulla situazione che sta tornando pericolosa e incontrollabile come un tempo. Non dimenticare la signora Reggiani  – ha quindi concluso Alemanno – deve servire anche a evitare in futuro nuove gravi violenze contro le donne”.