Crollo del cavalcavia a Lecco, avvisi di garanzia a tre ingegneri

Tre avvisi di garanzia sono stati notificati ad altrettanti ingegneri, due della Provincia e uno dell’Anas, nell’ambito dell’inchiesta sul crollo del cavalcavia di Annone, nel Lecchese, che ha causato un morto e diversi feriti la settimana scorsa. L’inchiesta, condotta dal procuratore di Lecco, Antonio Chiappani, e dal pm Nicola Preteroti, ipotizza i reati di omicidio colposo e disastro colposo. Dei tre ingegneri, uno, quello dell’Anas, è responsabile della manutenzione del cavalcavia crollato sotto il peso di un tir che portava un carico di bobine d’acciaio. A quanto si è saputo, in questa fase dell’inchiesta si sta cercando di capire se vi sia stata una mancanza di coordinamento tra i tecnici provinciali e quelli dell’Anas. Quel giorno, infatti, un primo allarme si era verificato intorno alle 14 per la presenza di calcinacci lungo la Statale 36 dello Spluga, provenienti dal cavalcavia sulla Provinciale 49. I tecnici dell’Anas avevano contattato quelli della Provincia ma nessuno, tra il personale dei due enti, aveva disposto la chiusura del manufatto che crollò qualche ora dopo, uccidendo un’automobilista mentre almeno altri due si erano salvati miracolosamente. I ingegneri dell’amministrazione provinciale di Lecco e dell’Anas indagati sono Angelo Valsecchi, 50 anni di Lecco, dipendente dell’amministrazione provinciale (dirigente viabilità e infrastrutture); Andrea Sesana, ingegnere 35 anni di Oggiono, responsabile del servizio concessioni e reti stradali; e Giovanni Salvatore, ingegnere di 56 anni, dipendente dell’Anas. Non è escluso che nelle prossime ore altre persone possano essere chiamate in causa per l’accaduto e per la mancata chiusura del ponte e della Superstrada dopo che – ore prima del crollo – era stata segnalata la caduta di detriti dal cavalcavia.