Corona, revocato l’affidamento: deve scontare un anno in più di carcere

Ai circa 5 anni residui, già al netto di un’eventuale altra condanna per un’inchiesta appena chiusa e di una nuova decisione della Cassazione sul calcolo del cumulo delle pene, Fabrizio Corona deve aggiungere da oggi un altro anno da scontare in carcere. È  l’effetto del provvedimento con cui il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha disposto la revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali per l’ex agente fotografico, tornato in carcere lo scorso 10 ottobre per quei quasi tre milioni di euro in contanti trovati in parte in un controsoffitto della casa di una sua collaboratrice, in parte in cassette di sicurezza in Austria.  Revoca della misura alternativa alla detenzione (già sospesa proprio il giorno dell’arresto, un mese fa) che, come chiesto dal sostituto pg Antonio Lamanna, i giudici hanno decretato ‘ex tunc’, ossia a far data dal 22 ottobre del 2015. Giorno in cui Corona  ha ottenuto l’affidamento in prova sul territorio, potendo così tornare a vivere nella sua abitazione di via De Cristoforis, sotto sequestro, tra l’altro, da pochi giorni. E ciò vuol dire, in sostanza, che quel periodo di circa un anno dovrà essere scontato di nuovo da Corona e stavolta in carcere.

In pratica, il collegio della Sorveglianza ha ritenuto come valido al fine del percorso di riabilitazione l’unico lasso di tempo trascorso da Corona senza violazioni delle regole: quei quattro mesi, tra il giugno e l’ottobre del 2015, in cui è stato affidato alla comunità Exodus di don Antonio Mazzi. Nei quasi 12 mesi successivi, invece, Corona ha “privilegiato il proprio recupero economico rispetto a quello sociale e terapeutico”. Ha messo in atto, scrive il Tribunale, “ripetuti comportamenti organizzati contro la legalità” e una “trasgressione” delle prescrizioni ricevendo “rilevantissime somme di denaro” in nero. Soldi, tra l’altro, custoditi “in maniera anomala”. Nell’atto, i giudici chiariscono anche che, dopo un primo periodo di colloqui regolari, Corona ha ridotto gli “incontri” previsti al Sert (servizio territoriale per le tossicodipendenze), lui che aveva ottenuto l’affidamento anche per i suoi problemi con la droga. In più passaggi del provvedimento il collegio mette in luce le “discontinuità” del percorso di affidamento di Corona e ricorda anche che già il 24 giugno scorso il magistrato Giovanna Di Rosa aveva ‘ammonito’ l’ ex ‘fotografo dei vip’ per una vacanza a Capri non autorizzata, con tanto di foto hot con una sua nuova fiamma su uno yacht, poi apparse su riviste di gossip.