Con la scusa di ristrutturare avrebbe truffato 185 anziani. Anche disabili

Si era orgnaizzato con fornitori e clall center. Appuntava cinicamente e con metodica scrupolosità particolari fisici e possibilità economiche delle vittime che selezionava meticolosamente. Si era creato una sorta di alibi adoperandosi nel settore delle ristrutturazione, all’iunterno del quale si muoveva destando però malumore e sospetti: di base, infatti, sono moltissimi i clienti che lamentano lavori mai iniziati o mai portati a termine e interminabile l’elenco dei fornitori mai saldati da cui prendeva materiali che non pagare puntualmente e che utilizzava saltuariamente per fiere espositive. In tutto sarebbero 185 i casi di truffe agli anziani eseguite solo nel nordest da un’unica mano.

Truffati 185 anziani nel nordest

Insomma, un vero e proprio imprenditore della truffa, il 57enne Ivan Bianco, originario di Venezia, arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Trento nell’operazione Ghost shower. L’accusa che gli viene contestata è di avere commesso 185 truffe, tutte ai danni di persone anziane, malate, o disabili, tra le province di Trento, Belluno, Feltre, Treviso, Venezia e Vicenza, con capatine anche a Ferrara e Udine. L’uomo, attraverso l’impresa individuale Nord Italia Services – attiva dall’inizio del 2014 – avrebbe intascato circa 20.000 euro al mese (i carabinieri parlano addirittura di proventi illeciti pari a circa 500.000 euro complessivi), promettendo interventi di ristrutturazione al bagno con la fornitura di sanitari attrezzati per anziani e disabili, come piatti doccia e vasche da bagno con speciali maniglie, senza però ultimare i lavori promessi, pur avendo intascato un cospicuo acconto, che normalmente si aggirava sui 1.500-2.000 euro. L’uomo, secondo le indagini iniziate dai carabinieri di Canal San Bovo, in Trentino, grazie alle denunce di cinque persone che erano state raggirate, avrebbe preso in giro non soltanto la sua clientela – che contattava trovando i numeri sugli elenchi telefonici delle varie zone e di cui poi, ijn un secondo momento, appuntava cinicamente particolari fisici, età e punti deboli – ma anche ignari fornitori di materiali da cui si riforniva, salvo poi non pagare e utilizzare semmai gli oggetti per fiere espositive. Come a Longarone, in Veneto, dove tentava, sostengono gli investigatori, di agganciare altri clienti.

Tra i truffati anche artigiani e fornitori

Tra i truffati ci sarebbero peraltro anche 12 artigiani sparsi per tutto il Nord Est, cui il 57enne chiedeva di sistemare i lavori da lui iniziati e mai terminati, tanto per dare una parvenza di normalità alla situazione e calmare gli animi dei clienti, salvo poi evitare di pagarli. Nel tranello sarebbero cadute anche delle ragazze – una decina in tutto – che nel corso degli ultimi due anni e mezzo circa hanno lavorato come telefoniste nel call center organizzato dall’uomo per rintracciare i clienti, senza però essere pagate. Una situazione che i carabinieri sono riusciti a ricostruire con pazienza e puntuali accertamenti, tanto da riuscire ad unificare in un unico procedimento le decine e decine di episodi verificati. L’uomo si trova ora in carcere a Venezia: è quello della città lagunare il foro competente, poiché la gran parte del denaro ottenuto dal presunto truffatore veniva versato dalle vittime su un conto corrente aperto nella filiale del Banco popolare di San Donà di Piave. Ora, per lo meno, tutti i suoi creditori sanno dopo trovarlo…