Caivano, ancora orrore al Parco Verde, abusi su bimba di 4 anni: si indaga

All’orrore non c’è mai fine. Il Mattino riporta la notizia che la Procura di Napoli Nord sta indagando su un nuovo presunto caso di abusi sessuali su una bimba di 4 anni avvenuto al Parco Verde di Caivano (Napoli), luogo noto per le morti dei piccoli Antonio Giglio e Fortuna Loffredo, di 3 e 6 anni deceduti in circostanze simili cadendo nel vuoto dai piani superiori delle palazzine. Secondo Il Mattino la vicenda è emersa durante una separazione tra due coniugi del Parco Verde: la madre della piccola ha accusato lo zio e il nonno paterni di aver commesso gli abusi.

 Caivano, le denunce della mamma della bimba

«Tutto nasce dalla denuncia della madre della piccola che si è recata dai carabinieri di Caivano per fare mettere nero su bianco i suoi sospetti. La Procura di Napoli Nord, coordinata dal procuratore Francesco Greco, ha quindi aperto un’inchiesta per fare luce su quello che potrebbe essere l’ennesimo caso di infanzia violata nell’agglomerato di edilizia popolare a nord di Napoli. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Paola Izzo, sono ancora in fase embrionale ma, in via precauzionale, il Tribunale dei minori ha stabilito misure tali da tutelare la tranquillità della bimba e garantirle un’assistenza da parte di esperti che possano valutare i suoi comportamenti e i suoi racconti: perché gli abusi, secondo la denuncia della madre della piccola, sarebbero avvenuti tra le mura domestiche. E i responsabili sarebbero il nonno e lo zio paterni» , leggiamo sul quotidino di Napoli.

Nonno e zio paterni sospettati: ora le indagini

Così viene ricostruita la vicenda: «Tutto è nato dall’osservazione di comportamenti strani della piccola da parte della madre. La bimba di quattro anni avrebbe raccontato alla donna di episodi equivoci che sarebbero avvenuti quando si recava a casa dei parenti, con dettagli che appare difficile che possano appartenere alla fantasia di una bambina della sua età». La mamma della piccola ha subito informato la famiglia del marito, che avrebbe reagito in malo modo, addiritura con atteggiamenti minacciosi. «Sarebbe stata questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso, inducendo la donna a recarsi dalle forze dell’ordine e denunciare sia le presunte intimidazioni che i presunti abusi sulla figlia». Sta ora agli inquirenti cercare di ricostruire quello che è realmente accaduto tra le mura di quell’abitazione  di quel comprensorio maledetto.