«Burattini guidati dalla Siria»: ecco chi sono i 5 jihadisti fermati in Francia

Erano «effettivi dell’Isis, telecomandati dalla zona tra Siria e Iraq» i cinque sospettati terroristi fermati nei giorni scorsi tra Strasburgo e Marsiglia. A dirlo è stato il procuratore antiterrorismo francese, Francois Molins, confermando che la cellula era pronta a entrare in azione «in modo imminente». Fra gli obiettivi presi di mira, anche Disneyland Paris. 

Messaggini criptati per comunicare con la Siria

Secondo quanto spiegato dalle autorità, i cinque, quattro di nazionalità francese e uno di nazionalità marocchina, si tenevano in contatto diretto con il Califfato grazie a un servizio di messaggistica criptata ed erano in attesa di una fornitura d’armi per compiere gli attentati. Ma durante le perquisizioni gli agenti hanno anche trovato istruzioni su come procurarsene altre. La notte in cui sono stati fermati, inoltre, i cinque avevano scaricato una applicazione che consente di filmarsi in diretta, Periscope. 

I cinque jihadisti «pronti ad agire»

Secondo Molins, dunque, restano pochi dubbi: i cinque erano pronti ad agire e venivano «guidati come burattini da un mandante nei feudi dell’Isis in Siria o in Iraq». Il loro arresto, ha proseguito il procuratore, ha permesso di evitare un «passaggio all’azione letale», ha rivelato ancora il procuratore. Sia i quattro francesi, fermati a Strasburgo e amici da lungo tempo, sia il marocchino sono ora indagati per associazione criminale di stampo terrorista. Per tutti e cinque la procura ha chiesto la custodia cautelare