Blitz anti-immigrazione clandestina a Salerno: raffica di arresti (video)

La Polizia di Stato di Salerno ha arrestato cinque cittadini extracomunitari di nazionalità somala. L’accusa: associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina, realizzata anche mediante l’impiego di trattamenti inumani e pericolosi per l’incolumità dei migranti.
Le indagini condotte dai poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Salerno, sono state avviate all’indomani dell’approdo nel porto di Salerno, nella primavera del 2015, della nave “Chimera” della Marina Mercantile , con a bordo 545 migranti di nazionalità somala. Dopo le operazioni di sbarco, gli agenti hanno visitato le strutture di accoglienza dove i migranti erano stati ospitati, assumendo informazioni da parte di alcuni di loro che riferivano vessazioni e trattamenti disumani subiti nel corso del tragitto dalle coste libiche verso l’Italia. Inoltre alcuni di loro erano in possesso di numeri di utenze telefoniche, anche estere, da chiamare secondo le istruzioni ricevute all’imbarco dalle coste libiche.

Le indagini della polizia a Salerno

Grazie a complesse e articolate attività tecniche di intercettazioni telefoniche a Salerno, è stato possibile raccogliere gravi indizi di colpevolezza in ordine all’esistenza di un sodalizio criminale dedito a commettere reati in materia di immigrazione clandestina di cittadini somali giunti in Italia, destinati ad essere poi trasferiti in altri Paesi dell’Unione Europea, nonché al favoreggiamento della loro permanenza nel territorio dello Stato e al successivo trasporto verso gli altri stati europei (Germania, Austria, Svezia, Belgio, Olanda, Danimarca e Norvegia). 

Un somalo-tedesco al vertice

Al vertice del sodalizio, ramificato in più parti del territorio nazionale, è stato individuato un cittadino tedesco di origine somala, attualmente dimorante in Germania, per il quale è stato richiesto ed ottenuto, all’Autorità giudiziaria tedesca, l’esecuzione di un mandato di arresto europeo, in corso di esecuzione contestualmente alle misure cautelari eseguite in Italia. Cruciale per il buon esito dell’operazione odierna, è stata la collaborazione tra magistratura italiana e tedesca, realizzata mediante diversi incontri preliminari in cui vi sono stati continui e progressivi scambi informativi, realizzati grazie al coordinamento della Direzione nazionale Antimafia e Antiterrorismo e del rappresentate italiano presso Eurojust.
La pericolosità del sodalizio si è palesata nel corso delle attività investigative sia nella professionalità ed efficienza con cui sono stati organizzati i trasferimenti di migranti dalla Libia verso l’Italia ed in direzione di altri Paesi dell’Unione Europea, sia nella capacità di movimentare ingenti somme di denaro contante, nonché, in alcuni casi, anche nella mancanza di rispetto per la dignità umana dei migranti.