Berlusconi-Meloni-Salvini, se vince il fronte del No l’Italia tornerà protagonista

Se vincerà il fronte del No, l’Italia tornerà protagonista: su questo i tre leader di FI, FdI e Lega, Berlusconi-Meloni-Salvini sono assolutamente d’accordo. E allora, post referendum, nuove stagioni riformiste, immigrazione e sicurezza, terrorismo e peso specifico politico in ambito europeo: ferve il dibattito nel centrodestra e nel cantiere delle idee e delle proposte i lavori alacremente in corso si rivelano pragmaticamente propedeutici a una ristrutturazione degli equilibri politici interni e a un restyling operativo del quale saranno proprio gli elettori i primi fruitori dei benefici.

Berlusconi, le proposte per un nuovo centrodestra

Non a caso, allora, secondo Silvio Berlusconi “con un Governo nuovo di centro-destra si potrà mettere fine a questa insicurezza, si potrà far sì che l’Europa, con un Governo che sappia incidere sull’Europa, possa intervenire e fare proprio il problema di questa immigrazione che potrebbe travolgerci. E’ di questi giorni la dichiarazione di Erdogan, presidente della Turchia che, se i rapporti con l’Europa dovessero guastarsi, minaccia di aprire le sue frontiere e sarebbero 2,4 milioni gli immigrati che verrebbero in Europa. Per questo – ha aggiunto il leader azzurro in un video messaggio inviato alla convention di Forza Italia a Napoli – bisogna cambiare, bisogna che l’Italia torni ad essere rilevante in Europa e nel mondo, bisogna che l’economia possa ripartire, bisogna che si ritorni a quella ricetta di governo frutto della saggezza e dell’esperienza che noi abbiamo messo in campo nei 9 anni di governo dove qualche osservatore imparziale ha detto che abbiamo fatto più cose noi in 9 anni che i 50 governi che ci avevano preceduto in 50 anni.

 

La sferzata al dibattito politico di Giorgia Meloni

E mentre Matteo Salvini, al Tour della Sovranità organizzato da Fdi, commentando l’annuncio di Silvio Berlusconi di volersi ricandidare alla leadership del centrodestra, mette i suoi paletti, ribadendo che “di Berlusconi apprezzo l’impegno nella campagna per il No; che dal 5 dicembre parleremo di tutto il resto. Che l’importante è che gli italiani sappiano che dopo la vittoria del No l’Italia riparte con una nuova squadra che sta già governando Regioni importanti, come la Lombardia, il Veneto o la Liguria, e quindi mandiamo a casa Renzi che di bugie ne ha dette fin troppe”, dal fronte del Tour della Sovranità organizzato da Fd I Giorgia Meloni affonda il colpo e concentrandosi sugli scanrai aperti dal referendume, e sopratutto su quelli post voto, dichiara: “Il fronte del No va misurato sulla difesa dell’interesse nazionale e dei cittadini; invece votano Sì i voltagabbana e i trasformisti, perché questa riforma gli consente di fare quello che gli pare”. Di più: “Vota Sì – ha proseguito – Sergio Marchionne, perché è una riforma di fronte alla quale il grande capitale che chiude le imprese in Italia e delocalizza viene tutelato; vota Sì Giorgio Napolitano, in Parlamento dal 1953 perché la riforma non tocca la vera casta; votano sì JP Morgan, Goldman Sachs, le agenzie di rating, le consorterie europee e da oggi anche Juncker. Dove stanno questi non possono stare gli interessi degli italiani”, ha quindi concluso la Meloni dando una sferzata politica al dibattito che dovrebbe indurre gli indecisi a una scelta di campo definitiva. Risolutiva. Realmente indirizzata verso il cambiamento e il miglioramento.

Salvini rilancia le primarie 

Nello stesso tempo, nell’accogliere con favore quanto sostenuto ieri e ribadito in queste ore da Berlusconi in merito al fatto che, in caso di vittoria del No al referendum, “Forza Italia in questa legislatura non appoggerà nessun governo. Siamo però disposti, ed anzi riteniamo necessario, sederci intorno ad un tavolo per riscrivere la legge elettorale”. La considerazione per cui Berlusconi, rinnovando la disponibilità a ricandidarsi, in un colloquio giornalistico col Messaggero ha aggiunto che “la sentenza di Strasburgo dovrà arrivare. Sono assolutamente sicuro che metterà in chiaro come non ci sia stata nessuna evasione da parte mia. E quindi io dovrei ritornare nella possibilità di ricandidarmi. In quel caso il centrodestra non avrebbe la necessità di cercare altri leader, dal Corriere della sera il leader del Carroccio Matteo Salvini ha sentito il bisogno di replicare e aggiustare il tiro. “Io sarei davvero felice se Silvio Berlusconi uscisse dagli impedimenti e fosse in condizione di ritornare pienamente alla politica – ha affermato Salvini -. Ne sarei felice per lui e per tutta l’Italia. E sono assolutamente certo che nei prossimi giorni saprà dare un contributo determinante alla campagna per il No, in tv e in tutti i modi in cui sceglierà di farlo”, ma, “detto questo, dobbiamo tutti guardare avanti. Non possiamo ripresentarci agli italiani nello stesso modo in cui lo abbiamo fatto sempre. Il che significa che chiunque voglia sfidare il Pd alle prossime elezioni dovrà avere la piena legittimazione degli elettori”. Primarie in vista? La proposta politica di Salvini – ed è lo stesso numero uno della Lega a enuclearla e proporla – è “una federazione, nessuno parla di partiti unici o esperimenti genetici. Le identità restano. Una squadra che chiede il controllo sulla moneta, sui confini, sulle banche, sull’età pensionabile chiede democrazia concreta e può essere interessante per molti”.