Berlusconi “investe” Parisi: porta aria nuova. E lui: noi non siamo quella roba che è a Firenze

Nel giorno in cui parte del centrodestra e di Forza Italia si ritrova a Firenze per lanciare la sfida a Renzi si accentuano le differenze tra le proposte politiche sul tappeto. Silvio Berlusconi invia a Stefano Parisi un messaggio che suona come un’investitura ufficiale: “A te, Stefano, ho chiesto di svolgere un compito rilevante in questa prospettiva: coinvolgere e rendere protagonista – come stai facendo – un’area più ampia nella prospettiva di uno schieramento dei moderati vincente, ma è fondamentale che tutti noi lavoriamo insieme, perché ciascuno di noi ha una funzione importante da svolgere”. Il leader di FI sottolinea: “Occorre, senza rottamare nessuno, portare aria nuova nei palazzi della politica, anche a casa nostra. Innestare volti nuovi, freschi, credibili, a fianco di chi ha con onore combattuto per tanti anni le nostre battaglie di libertà. Questa serie di iniziative, che stai svolgendo in tante città italiane, fa parte della missione per costruire il nostro futuro sulle nostre solide radici. Non è casuale che essa coincida con la campagna per il referendum”.

“E’ arrivato il momento – afferma Stefano Parisi dalla convention Megawatt di Padova – ora dobbiamo candidarci alla guida del Paese, dare risposte, chiarire cosa facciamo”. Poi ringrazia Berlusconi e dice che “noi non siamo quella roba che è a Firenze oggi”. E avverte: “Ora è il momento. Altrimenti l’alternativa arriverà tra poco e sarà o Renzi o Grillo. O si cambia passo o siamo morti. E la risposta non è Salvini e non sono le ruspe ma la nostra capacità di dare soluzioni al Paese”.

Berlusconi nel suo messaggio a Parisi ha indicato anche le strategie da seguire: “Oggi gli italiani che non vanno a votare sono quasi il 50% degli elettori. Sono convinto che la maggior parte di loro appartenga alla nostra cultura, che condivida le nostre idee, che sia come noi espressione della cultura del fare, della concretezza, della responsabilità. A loro dobbiamo offrire un progetto con alcuni capisaldi chiari, meno tasse, meno stato, meno Europa nella sua declinazione burocratica e vincolistica, più sicurezza, più autorevolezza dell’Italia sul piano internazionale, una giustizia più veloce e credibile, un controllo vero dell’immigrazione, una difesa forte della nostra identità culturale e religiosa”.