Berlusconi in campo per il No in prima persona. E su Parisi: se litiga, non sarà leader

Come annunciato dal giornale di famiglia, Silvio Berlusconi è più che mai deciso a far sentire la propria voce in questi ultimi giorni di campagna elettorale, quelli decisivi per spostare gli indecisi sul fronte del NO che – secondo i sondaggi commissionati dal leader di FI – risulta in forte crescita. Una scelta destinata ad oscurare al momento il ruolo di Stefano Parisi e allo stesso tempo a rimarcare che il centrodestra sulle questioni importanti possiede ancora una visione comune. Oggi Berlusconi ha parlato a Radio anch’io, minimizzando lo scontro interno alla coalizione che si sente ancora perfettamente in grado di guidare: “Al di là di quel che appare sui giornali il centrodestra è compatto, tutti i partiti sanno che se rompono la coalizione si condannano all’irrilevanza, stiamo lavorando ad un programma da presentare agli italiani”. “Una riforma – ha aggiunto – deve contenere il limite della pressione fiscale, il taglio drastico dei senatori, il vincolo di mandato perché un parlamentare non deve cambiare schieramento e se lo fa deve dimettersi, e infine la riforma deve contenere l’elezione diretta del capo dello Stato”. Nessun rischio per l’Italia se vince il NO: “Non succede nulla come non è successo nulla con la Brexit e con Trump: sono quelli del sì con le loro bugie che dicono che succederà qualcosa. Noi andremo avanti come adesso”. La strategia di Berlusconi è dunque chiara: l’uomo della sintesi resta lui, le baruffe tra Parisi e Salvini possono essere ridotte al silenzio dalla vittoria del NO che metterà il centrodestra nella posizione di vantaggio di stilare un programma di governo alternativo al renzismo. Non solo, ma su Parisi Berlusconi si è spinto a dire di più: Parisi sta cercando di avere un ruolo nel centrodestra ma se litiga con Salvini a questo ruolo non può aspirare… Quanto a quegli esponenti di Forza Italia che si sono troppo sbilanciati su posizioni filoleghiste, Il Giornale riferisce che il Cavaliere ha parlato con Giovanni Toti, raccomandandogli cautela soprattutto sull’adesione al principio delle primarie per scegliere il leader del centrodestra, principio cui Berlsuconi è sempre stato ostile. Per Maurizio Gasparri Berlusconi si conferma “il numero uno”: “Il suo impegno per un centrodestra unito, premessa per essere vincenti contro la sinistra in evidente difficoltà, è essenziale. Con saggezza ha anche preso le distanze da chi vorrebbe guidare il centrodestra sparando su Forza Italia e offendendo gli alleati. Le affermazioni di Berlusconi mandano in archivio sortite e velleità di neo-politici”. Le parole di Berlusconi a Radio anch’io sono condivisibili per Altero Matteoli: “Dobbiamo ora concentrarci con rafforzata determinazione, unità e con tutte le forze di cui disponiamo per vincere il referendum e liberare il Paese da Renzi”. “Poi – aggiunge Matteoli – insieme, dobbiamo riorganizzare Forza Italia, aprendo al nuovo, e ricostruire il centrodestra per essere competitivi. Sono certo che sapremo esaltare i valori e i principi in cui le forze di centrodestra hanno sempre creduto, tornando così a essere credibili per i tanti elettori che non hanno capito talune scelte politiche a livello locale come nazionale. In questa prospettiva sarà importante, ma io sono molto fiducioso, che i nostri tradizionali alleati sapranno mettere a frutto il senso di responsabilità e di realismo, senza i quali in politica non si raggiunge alcun traguardo”.