Berlusconi: «Ecco i 4 punti-cardine per una vera riforma costituzionale»

«Il nostro programma ha tre punti principali: meno tasse, meno tasse, meno tasse. Meno tasse sulle famiglie. Meno tasse sulle imprese. Meno tasse sul lavoro». Silvio Berlusconi, in occasione dell’incontro a Villa Gernetto con i giovani amministratori e dirigenti locali di FI riuniti per un seminario di formazione, traccia la strada: «Ho ricordato loro che quando siamo stati al governo abbiamo realizzato 36 grandi riforme di sistema senza mai mettere le mani nelle tasche degli italiani».

Berlusconi lancia la carovana per il No

«Non può una legge costituzionale non essere percepita come propria dalla metà del Paese. I Costituenti, nel 1948, pur in un momento di drammatiche divisioni, seppero raggiungere un compromesso alto e nobile nel quale si riconobbe la quasi totalità degli italiani», dice ancora Berlusconi riportando alcuni passaggi del suo intervento nell’incontro con i giovani di Fi a Villa Gernetto. «Dopo il successo del No, dobbiamo ripartire con un processo di riforme condiviso». Poi spiega: «La nostra riforma costituzionale in quattro punti: 1) Limite alla pressione fiscale inserito in Costituzione, in modo che nessun governo, neppure un governo di sinistra, possa aumentare le tasse oltre un certo limite; 2) Introduzione del vincolo di mandato: chi cambia idea non può tradire gli elettori. Deve dimettersi; 3) Riduzione di oltre la metà del numero dei parlamentari: 300 deputati e 150 senatori sono più che sufficienti; 4) Dare, finalmente, agli italiani il diritto di scegliere direttamente il Capo dello Stato». L’incontro con i giovani è servito anche a lanciare una “carovana” a sostegno del No al referendum costituzionale del 4 dicembre con un quindicina di Fiat 500 bianche marcate con lo slogan “Io voto No”. All’interno delle auto che hanno varcato il cancello delle villa di Berlusconi, sostenitori di Forza Italia con pettorine, cappellini e palloncini blu con lo stemmo del partito. «Ho detto ai ragazzi che devono essere fieri del loro compito, stanno svolgendo una missione per la libertà, perché per continuare ad amare questo paese dobbiamo cambiarlo», conclude Berlusconi.