Berlusconi a Cartabianca: «Attenti, chi lascia Silvio non conta più nulla…»

Tra le consuete scintille tra Silvio Berlusconi e intervistatori di sinistra (ha minacciato due volte di andarsene a causa delle continue interruzioni), il leader di Forza Italia a Cartabianca su Raitre ha parlato con la conduttrice Bianca Berlinguer di referendum, centrodestra, futuro della coalizione, Milan e molto altro ancora. Ha voluto chiarire che la possibilità che lui voti Sì, come affermano alcuni maliziosi commentatori, «è una bufala assoluta. Sono convinto che il sì porti all’approvazione di una Costituzione illegittima, intollerabile e inaccettabile», ha detto. Alla domanda se sia pronto a tornare in campo nel caso la sentenza di Strasburgo si pronunciasse a suo favore, ha precisato che «dopo il 4 dicembre prenderò con calma decisione se continuare o meno o tirarmi fuori da politica: il mio senso di responsabilità nei confronti dei cittadini e degli azzurri mi fanno sentire necessaria una mia presenza». E ha proseguito, parlando del futuro del centrodestra: «Nessuno determina il leader, i leader vengono dal basso è la gente che decide, io penso che verrebbe fuori a furor di popolo. Per il momento non ho nessuno in mente, ho in mente me stesso. Come si può paragonare la mia esperienza imprenditoriale e politica rispetto a chi esperienza non ha?». E ha chiosato sorridendo: «Se lasci Silvio, non conti più nulla»…

Berlusconi: deciderò sul futuro dopo il 4 dicembre

Il leader azurro ha poi proseguito: «La coalizione di centrodestra se vuole contare e vincere deve stare compatta, se Salvini e Meloni non lo accettano, cosa che escludo, diventano irrilevanti». E a proposito delle dichiarazioni di Renzi che in merito al tavolo per la legge elettorale ha detto che il Cavaliere ci troverà D’Alema e Grillo ma non lui. ha detto: «Se non ci sarà lui, ci sarà il suo partito che è molto interessato al cambio della legge elettorale». E poi, sulle dichiarazioni di Renzi secondo cui molti elettori di Forza Italia voteranno Sì, ha replicato: «Sono molto pochi e non ci credo. Quelli che sono a favore della riforma è perchè non hanno letto in profondità il testo costituzionale». E ha dato notizie anche del Milan: «È già venduto, ci sono delle difficoltà per gli acquirenti, che sono persone serie, che hanno dei posti di valore nell’economia cinese di avere autorizzazioni per le esportazioni di capitali all’esteri. Il closing è fissato per il 13 dicembre se per caso queste autorizzazioni non sono arrivate e noi avessimo certezza del deposito dei capitali non abbiamo nulla in contrario a rinviare il closing di un mese un mese e mezzo».