Benevento, 115 artisti in mostra sul tema dei conflitti: al via il Premio Iside

È “L’arte contro la guerra” il tema della quarta edizione del Premio internazionale Iside, che quest’anno vede la partecipazione di 115 personalità del mondo delle arti e della cultura. L’appuntamento è alla Rocca dei Rettori di Benevento, la città che ospita la rassegna e che è stata teatro di un culto della dea che non ha pari fuori dall’Egitto.

Una mostra e numerosi eventi

Collegato al premio, un ricco cartellone di eventi che andrà avanti fino a domenica 20 novembre (con orario di apertura 10-13 e 16-20), offrendo ai visitatori la possibilità di scoprire, gratuitamente, le opere realizzate per l’occasione da fotografi, pittori, scultori, poeti e scrittori che si sono cimentati sui conflitti personali e sociali. «Ogni persona che incontri lotta una battaglia di cui non sai nulla, sii sempre gentile», è la massima di Platone scelta dal direttore artistico della rassegna, l’architetto Roberto Scaligni, come fonte di ispirazione per le opere, insieme a quella del poeta e storico statunitense Carl Sandburg che profetizza «un giorno faranno una guerra e nessuno vi parteciperà».

Il culto di Iside a Benevento

Patrocinato da Comune, Provincia ed Ente provinciale per il turismo, il Premio, ideato ed organizzato dall’associazione culturale Xarte, presieduta dall’artista visivo Maurizio Caso Panza, nasce con lo scopo di valorizzare lo straordinario patrimonio storico-artistico beneventano collegato alla figura della dea Iside. In nessun altro posto, al di fuori dell’Egitto, infatti si trova una concentrazione di manufatti pari a quella che si trova in questa città e che è conservata nella Sezione egizia del Museo d’arte contemporanea del Sannio, dove alla “Signora di Benevento”, come viene chiamata la dea, è dedicato l’allestimento permanente “Iside la scandalosa e la magnifica – Viaggio nel mito tra reale e virtuale”, che ricostruisce il tempio isiaco eretto in Benevento, tra l’88 e l’89 dopo Cristo, per volere dell’Imperatore Domiziano. «Fu uno dei principali luoghi di culto del Mezzogiorno, attivo per secoli, almeno sino all’Editto di Costantino e all’Editto di Tessalonica del V secolo dopo Cristo», ricordano gli organizzatori della rassegna.