Di Battista si confessa: “Mi facevo le canne. Fedez è un amico, Di Maio no”

Dalle “canne” agli “attacchi di panico”, passando per le urla contro Massimo D’Alema: non in piazza, ma a bordo di un gommoncino che aveva affiancato la barca a vela su cui l’ex premier soggiornava a Corfù. Si racconta così, a Vanity Fair, il deputato M5s Alessandro Di Battista: per tutti ormai il “Dibba” 5 stelle. «Avevo 18 anni, ero con la mia famiglia a Corfù. Vediamo arrivare un panfilo. Papà dice: “Andiamo a vedere se lì c’è D’Alema”. Prendiamo il gommoncino e affianchiamo la sua barca. Era lui. Mio padre si sporge sul gommone e inizia a urlargli contro: 2Hai tradito i valori della sinistra, ti sei venduto al capitale e all’imperialismo americano”. D’Alema rimane immobile. Anni dopo, mi ritroverò a ripetere quelle frasi all’interno del Parlamento» racconta il deputato che parla anche dei suoi viaggi, della passione per la politica e del rapporto col padre fascista. Dice di essere sempre stato un viaggiatore «dai piedi che scottano e che non possono mai stare fermi».

Di Battista e gli anni passati coi guerriglieri in Guatemala

«Dopo la laurea me ne volai in Guatemala per seguire un progetto della Caritas italiana. Andai a vivere in una comunità di ex guerriglieri. Imparai lo spagnolo dando lezioni di chitarra gratis» spiega e poi racconta del suo rapporto con Luigi Di Maio «Io e Luigi siamo diversi, lui è molto più introverso. Ma ci stimiamo immensamente, come parlamentari e come uomini». Tra gli amici cita Fedez: «Ci siamo conosciuti nel 2014. Oggi ci scambiamo spesso messaggi vocali su WhatsApp. Lui mi aggiorna sul mondo della musica. E io gli spiego le riforme». Vizi da rockstar? «Qualche canna me la sono fatta anche io, da ragazzino. Ma non ho mai comprato il fumo. Ho smesso anche di fumare sigarette dopo essere entrato in Parlamento. E sto anche cercando di diventare vegetariano, anche se non riesco a rinunciare al pesce». Dopo la rottura con Ana, infine, è single: «Non mi dispiacerebbe una ragazza che abbia tanta voglia di viaggiare. Una con i piedi che scottano, come me».