Bari, donna rapinata e uccisa in casa: è il secondo caso in pochi giorni

È il secondo, tragico caso, in pochi giorni. Dopo il brutale omicidio seguito alla rapina di Palese (Bari) di una 71enne, il cui corpo è stato trovato riverso sul pavimento del salotto di casa, con la testa chiusa in un sacchetto di plastica e le mani insanguinate, un’altra donna è stata aggredita e rapinata in casa ieri sera a Canosa di Puglia, nel nord Barese. La vittima, la 75enne Maria Melziade, è morta la notte scorsa in ospedale, ma sono da chiarire le cause del decesso: gli inquirenti al lavoro sul caso, infatti, sono incerti se siano stati i colpi ricevuti al volto e al capo o il forte spavento oppure entrambe le cose. le cause del decesso. La donna, gioielliera in pensione, secondo una prima ricostruzione della polizia era rientrata da poco e attendeva che rincasasse il marito, che forse stava parcheggiando l’auto. Così, quando hanno suonato alla porta di casa, ha aperto magari pensando che fosse il marito al campanello, e a quel punto sarebbe stata aggredita da qualcuno che l’ha colpita ed ha portato via dall’abitazione monili e preziosi. La donna è poi deceduta nella notte in ospedale.

Canosa di Puglia, donna rapinata e uccisa in casa

Il primo cittadino di Canosa di Puglia, Ernesto La Salvia, ha annunciato che convocherà per la prossima settimana un consiglio comunale monotematico sul problema della sicurezza, seduta del consiglio comunale a cui sono stati invitati ad intervenire i rappresentanti delle forze dell’ordine. Del resto la preoccupazione e la paura, in città, aumentano di ora in ora, specie via via che emergono i dettagli cruenti di quest’ultimo, inquietante caso di cronaca, particolarmente efferato in cui un ladro, assetato di denaro e di sangue, bussa alla porta di un’anziana signora e gli si avventa contro con una violenza inaudita. E apoco servono le esortazioni che invitano a non abbassare la guardia: la sicurezza dei nostri piccoli centri, come nelle grandi città, è ormai solo un lontano ricordo… nel frattempo, comunque, le indagini proseguono a ritomo serrato: e non è ancora chiaro con quale oggetto sia stata colpita Maria Melziade. Gli investigatori però, a giudicare dalle ferite al volto e alla testa riportate dalla vittima, non escludono che a colpirla possa essere stato un martello o comunque un altro oggetto contundente. Così come non è ancora stato acclarato se la donna fosse già entrata in casa e abbia aperto la porta al suono del campanello, pensando che fosse il marito che poco prima era andato a parcheggiare l’auto, oppure se chi l’ha aggredita si trovasse già sull’uscio di casa, ad attendere la vittima. Non solo: da fonti investigative si apprende che nei mesi scorsi diverse erano state le segnalazioni, da parte di residenti della stessa zona, riguardanti persone sconosciute che si aggiravano lungo via Imbriani  – dove abitava la vittima – e anche nei condomini.

Cinque giorni fa a Bari Palese l’ultimo, tragico precedente

Maria Melziade, la donna di 75 anni barbaramente aggredita ieri sera al rientro a casa a Canosa di Puglia e poi morta nella notte in ospedale ad Andria, era una gioielliera in pensione che aveva avviato la sua attività negli anni Sessanta. Sul corso principale di Canosa, corso San Sabino, c’è ancora la sua gioielleria, che porta il suo nome, Mary, ed è gestita dalle figlie. I commercianti di corso San Sabino sono da tempo riuniti in un omonimo comitato, una realtà impegnata nel sociale e attiva, insieme alle altre associazioni di categoria, nel sollecitare maggiore sicurezza in città, non solo per i commercianti. Nel maggio scorso il comitato, insieme ad altri operatori commerciali di Canosa di Puglia, all’associazione regionale Antiracket e all’amministrazione comunale, dopo un’assemblea cittadina a Palazzo di città, tenne anche un flash mob in seguito alla recrudescenza di episodi criminosi, fra cui diverse rapine. Eppure non è bastato ad evitare l’ennesimo agguato mortale. Ennesimo, si diceva: già perché l’aggressione per rapina che ha causato la morte di Maria Melziade segue di pochi giorni l’omicidio di Rosa Maria Radicci, la 71enne trovata morta domenica pomeriggio nella sua villetta sul lungomare di Bari Palese. Il corpo della donna venne trovato disteso sul pavimento del salotto con la testa chiusa in una busta di plastica sigillata con nastro adesivo. Gli investigatori baresi continuano le indagini a tutto campo, dopo aver ipotizzato un tentativo di rapina poiché l’appartamento era stato messo a soqquadro. Proprio oggi, allora, il pm Luciana Silvestris, che coordina le indagini della Squadra Mobile, affiderà al medico legale Antonio De Donno l’incarico per l’autopsia.