Assalto dei centri sociali alla sede della Lega nel paesino che respinse i migranti (video)

Un gruppo di giovani, che si ritiene aderenti a centri sociali, hanno imbrattato con alcuni secchi di letame ieri sera, con accensione anche di fumogeni e scritte offensive, l’esterno della sede della Lega, che era chiusa, a Quinto di Treviso. Un gesto che viene duramente condannato oggi dal sindaco di Treviso: «Un inutile e odioso raid. Da Treviso l’assoluta condanna del gesto e degli autori – dice Manildo – Un gesto tanto più odioso perché in un momento in cui amministrazioni come la nostra stanno cercando di affrontare seriamente e in modo costruttivo il tema dei richiedenti asilo, ha avuto la conseguenza soltanto di alzare i toni, alimentare inutili tensioni e dividere ancora di più la comunità. Anche a me non piace il modo con cui alcuni sindaci affrontano il tema profughi, strumentalizzandolo, creando difficoltà maggiori di quante non ne esistano già e allontanando soluzioni che, se condivise, sarebbero più forti e incisive per i nostri territori. Tuttavia – chiude il primo cittadino – l’unico terreno che conosco e approvo è quello del confronto leale e rispettoso».

Il sindaco di Quinto, nei giorni scorsi, si era reso protagonista di un gesto di protesta “fermando” un pulmino che ospitava dei richiedenti asilo davanti alla struttura che già ospita alcuni migranti. La Prefettura e il mondo politico avevano condannato il gesto. L’indomani una scritta contro il sindaco era comparsa su un muro laterale del municipio. Il fatto è avvenuto intorno alle 19 quando qualche decina di militanti hanno bloccato via D’Annunzio illuminando la strada con dei fumogeni rossi. Poi con le bombolette spray hanno scritto “Dal Zilio razzista” sul muro della sede del Carroccio imbrattandola con escrementi e lancio di uova marce. L’azione è stata subito rivendicata sui social network dal centro sociale: «È stata così sanzionata la sede della lega di Quinto, città teatro di questo ennesimo exploit razzista! Abbiamo voluto ricordare al sindaco quanto sia facile fare il prepotente con i più deboli solo per farsi forti agli occhi degli altri». 

Le proteste dei residenti in un video di un anno fa