Ecco che arriva la Trumpnomics: giù le tasse, aiuti alle famiglie e più lavoro

Arriva la Trumpnomics. Le idee di Donald Trump in economia. Tutto nel solco dello slogan vittorioso: “Far tornare l’America di nuovo grande“. E’, del resto,  un intento ben preciso e ambizioso quello che ha guidato Donald Trump nel suo approdo alla Casa Bianca. E per realizzare questa sfida il neo eletto presidente degli Stati Uniti d’America ha messo a punto un ambizioso programma economico, la Trumpnomics appunto, che segna una cesura netta con il passato. Un programma che basa i propri fondamenti sulla drastica riduzione della pressione fiscale, sul rilancio dell’occupazione, sulla rivisitazione in senso restrittivo delle politiche commerciali e dei trattati internazionali, sugli investimenti in infrastrutture e su una politica energetica che punta sulle fonti più tradizionali. Ecco in sintesi i punti cardine sui quali si fonda il progetto di rilancio economico di Donald Trump che tutti già chiamano Trumpnomics: – FISCO: questo il campo in cui si espleta la promessa più significativa della sua campagna elettorale. Il progetto di Trump prevede la riduzione degli scaglioni delle imposte sulle persone fisiche dagli attuali 7 a 3: le aliquote scendono al 12% (per redditi inferiori ai 75.000 dollari), 25% (per quelli superiori ai 75.000 ma inferiori ai 225.000 dollari) e 33% (per redditi oltre i 225.000 dollari). Deciso taglio anche per le tasse sulle imprese, che scenderebbero dal 35% al 15%. E’ inoltre previsto anche un consistente aumento delle detrazioni, che verrebbero praticamente quadruplicate rispetto al passato. – AIUTI ALLE FAMIGLIE: il programma nominato ‘Childcare‘ prevede una speciale detrazione per i costi relativi ai figli, tra cui quelli per asili nido e servizi per l’infanzia. – POLITICA COMMERCIALE: Trump ha comunicato la propria intenzione di rivedere il Nafta (Accordo nordamericano per il libero scambio) e di ritirarsi dal Tpp, il Partenariato Trans Pacifico. Il neo presidente Usa ha minacciato tra l’altro di introdurre dazi del 45% alle importazioni cinesi e del 35% a quelle messicane. – INFRASTRUTTURE: Trump intende investire 1.000 miliardi di dollari in un piano per le infrastrutture che, secondo i suoi advisor, non andrebbe in alcun modo a pesare ulteriormente sul deficit, in quanto sarebbe in parte finanziato con il contributo dei privati e per il resto con l’emissione di debito sull’onda dei bassi tassi di interesse. – OCCUPAZIONE: il programma fiscale di Trump si prefigge come obiettivo quello di innalzare la crescita economica e con essa l’occupazione di quasi 2 milioni di posti di lavoro. Il tycoon intende creare occupazione eliminando l’outsourcing e riportando a casa lavoro dal Giappone, dalla Cina e dal Messico. – ENERGIA: il neo presidente americano si pone su una linea diametralmente opposta a quella dell’amministrazione Obama e torna a puntare sulle energie tradizionali a scapito di quelle più innovative e ‘pulite’. Ha infatti annunciato di voler concedere permessi per l’espansione delle trivellazioni offshore e di voler rilanciare il carbone. Questa per sommi capi la Trumpnomics: idee che mettaranno alla prova anzitutto l’Europa.