Archiviata l’inchiesta bis sulla morte di Calvi. Il gip: verità storica, non prove

Finisce in archivio l’inchiesta bis della Procura di Roma sull’omicidio di Roberto Calvi, l’ex-presidente del Banco Ambrosiano trovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri a Londra il 18 giugno 1982. Per il gip c’è una verità storica ma non prove. Anche se sullo sfondo, secondo il giudice per le indagini preliminari, si muovono figure che rinviano a tutti i poteri: dalla mafia alla massoneria, dal Vaticano ai Servizi Segreti, dalla P2 allo Ior, dalla Banda della Magliana alla Nuova Camorra Organizzata.
A sollecitare l’archiviazione, disposta dal gip Simonetta D’Alessandro, era stato il pm Luca Tescaroli. Il gip, in sostanza, ha preso atto che, malgrado tutte le risultanze portassero a configurare l’omicidio del banchiere, sotto forma di suicidio simulato non è stato possibile dare il valore di prova agli elementi raccolti.
Alla persona offesa, Carlo Calvi, figlio del banchiere «lo sforzo della pubblica accusa – scrive il gip D’Alessandro nel decreto di archiviazione – consegna comunque un’ipotesi storica dell’assassinio difficilmente sormontabile: una parte del Vaticano, ma non tutto il Vaticano; una parte di Cosa Nostra, ma non tutta Cosa Nostra; una parte della massoneria, ma non tutta la massoneria, e in una parola, la contiguità tra i soli livelli apicali in una fase strategica di politica estera, che ha bruciato capitali, che secondo i pentiti, erano di provenienza mafiosa. Di più non è stato possibile fare».
Il gip riconosce al pm Tescaroli «di aver compiuto uno sforzo indiscutibile». In particolare «ha parlato credibilmente – si legge nel decreto – di un sistema economico integrato, ha proiettato sullo scenario del delitto presenze simbolo: Calò che è Cosa Nostra, da Bontate a Riina; Diotallevi e Casillo, che sono la Banda della Magliana e la Nuova Camorra Organizzata, sodalizi entrambi al servizio della mafia corleonese, Pazienza e Mazzotta, che sono il Sismi; Gelli, Carboni e Kunz che sono la P2, Marcinkus che è lo Ior, che è Sindona, che è Calvi». E a proposito del ruolo di Marcinkus e dei legami tra Banco Ambrosiano e Ior, il gip precisa come «le rogatorie avviate verso lo Stato della Città del Vaticano hanno avuto esiti pressoché inutili».