Anche Gentiloni tifa per Trump? “Positiva la sua apertura a Putin”

Alla sinistra europea qualcosa di Donald Trump non dispiace. Ieri, a Berlino, nel corso di un forum sulla politica estera, il ministro Paolo Gentiloni, del Pd, ha sostenuto che se da parte della nuova amministrazione americana «c’è un atteggiamento più aperto nei confronti della Russia, non sono preoccupato, sono felice». In questo, Gentiloni è sulla stessa linea del suo omologo tedesco, il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier, socialdemocratico, il quale ha avvertito del rischio di populismo posto dal nuovo presidente americano ma da tempo si batte per maggiori aperture di credito verso Mosca, si legge su “il Corriere della Sera“.

La sinistra europea inizia a guardare a Trump e Putin?

La questione non è marginale. Il rapporto con la Russia potrebbe diventare il punto di crisi maggiore nei prossimi mesi per la Ue. Se infatti Trump desse concretezza alle dichiarazioni fatte durante la campagna elettorale e a una telefonata con Vladimir Putin una volta eletto, cercherebbe di trovare un accordo, lui interprete dell’Arte dell’Accordo, con il Cremlino. La chiave è capire quale tipo di patto. Se si trattasse di un compromesso a tutti i costi, come temuto da Barack Obama che ha sollevato l’ipotesi durante gli incontri con Angela Merkel a Berlino, ciò aprirebbe probabilmente la strada a un’ingerenza sempre maggiore di Mosca negli affari europei. Se si arrivasse a un patto del tipo «nuova Yalta» (improbabile ma con i tempi che corrono impossibile da escludere, magari in forma non dichiarata) tutto nel Vecchio Continente cambierebbe, a cominciare dal ruolo della Nato.

L’Europa è come al solito divisa su tutto

Ieri, i servizi di sicurezza tedeschi hanno avvertito del pericolo di azioni di sabotaggio informatico russe durante la campagna per le elezioni federali del prossimo autunno. Ma il rischio andrebbe al di là: la cancelliera Merkel ritiene che il ritorno a una logica di sfere d’influenza, secondo le quali Mosca ha diritti d’interferenza sugli Stati confinanti o con forti minoranze russe, potrebbe finire con il distruggere la Ue e la Nato. Negli scorsi due anni, tenere uniti gli europei nella risposta all’annessione russa della Crimea è stato difficile: nel caso di un disinteresse americano per nuove iniziative russe sarebbe impossibile. E, soprattutto, una divisione tra europei di fronte a questo pericolo sarebbe disastrosa. Eppure, già oggi, prima che Trump possa prendere l’iniziativa, le divisioni nella Ue sono acute.