Aiuto, la Merkel si ricandida per il quarto mandato. Ma questa volta…

Quello che fino a poco tempo fa era solo un rumors in attesa di conferma ora è ufficiale: la Cancelliera Angela Merkel correrà per il quarto mandato. L’agenzia tedesca Dpa, citando fonti del presidium del partito cristiano-democratico (Cdu), conferma che “la cancelliera Angela Merkel vuole candidarsi di nuovo alla presidenza della Cdu e alla cancelleria”. Lei stessa ha poi convocato una conferenza stampa. “Ho riflettuto molto, la mia è stata una decisione non semplice, ma la manterrò, salute permettendo”.  Riuscirà anche questa volta ad essere eletta? Le circostanze sono molto diverse da quelle che hanno connotato le precedenti tre rielezioni alla Cacelleria. Il vento in poppa questa volta frau Merkel non ce l’ha. E’ reduce da una sonora sconfitta a settembre alle elezioni regionali, che hanno visto l’affermazione dei partito cosiddetto populista di destra Afd (Alternative für Deutschland) che ha superato la Cdu della cancelliera. un duro colpo.

Merkel, consensi in discesa: “Sarà dura”

Una sconfitta pesante avvenuta in maniera netta nel suo “feudo” per il partito della  Merkel: è stato  il peggior risultato dopo la caduta del Muro. Il test elettorale è stato un po’ un giudizio su questa Unione Europea a trazione tedesca e sulle sue politiche migratorie. I risultati, dunque non sono stati brillanti e il voto mostrò un elettorato tedesco frammentato e scontento. La sua ricandidatura non è una buona notizia per chi la considera la causa delle ricadute economiche nefaste su tutti gli altri paesi dell’Unione Europea. La sua linea del rigore e i suoi “diktat” in materia economica hanno affossato lo sviluppo e la crescita dei paesi dell’eurozona. Lei stessa non si nasconde che il prezzo da pagare potrebbe essere alto questa volta: “Questa elezione sarà difficile come mai in passato, almeno dalla riunificazione tedesca”, ha infatti ammesso la Merkel in conferenza stampa. “Ci saranno attacchi da destra e da sinistra e una forte polarizzazione della società”.

La carriera

Martedì la Merkel compirà 11 anni da cancelliera e ormai da 16 è presidente del suo partito cristiano-democratico. Nata nell’allora Germania-ovest, ad Amburgo, 62 anni anni fa, è figlia di pastore protestante trasferitosi nella Ddr dove è cresciuta a Templin, nel Brandeburgo. Merkel fu ‘adottata’ politicamente da Kohl, il cancelliere della Riunificazione, che la fece ministro per le Donne nel primo governo della Germania unificata e poi all’Ambiente (e al nucleare, nel ’94). Kohl la chiamava “das Maedchen”, “la ragazza”, sottovalutandola: da segretario generale del partito, Merkel – a cui evidentemente manca il dono della riconoscenza- nel 1999 prese le distanze dal suo mentore travolto da uno scandalo di fondi neri e fu protagonista nell’assalto politico che portò alla caduta del ‘patriarca’ dopo 16 anni da cancelliere e 25 da capo della Cdu. Il ‘parricidio’ le valse, prima donna ad arrivare a questo traguardo, la conquista della guida del partito nel 2000 con la sconfitta dell’attuale ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble. Nel 2005 vinse le elezioni battendo il cancelliere socialdemocratico uscente Gerhard Schroeder e diventando la prima donna cancelliere e il più giovane capo di governo tedesco.

Quarto mandato, una partita in salita per Merkel

Durante i tre mandati a livello internazionale ha affrontato soprattutto la crisi finanziaria mondiale, quella dell’euro e quella del debito greco affondando nei sondaggi in patria a causa della difesa della moneta unica e vedendosi disegnare i baffetti di Hitler dai contestatori sud-europei della linea del rigore declinata dal ‘suo’ Schaeuble. Da dieci anni la rivista Forbes la considera quasi sempre “la donna più potente al mondo” e già ora è il capo di governo europeo più a lungo in carica. In Germania, dove a lungo l’hanno chiamata “Mutti”, “mammina” della nazione, ha gestito fra l’altro l’uscita dall’atomo, ma soprattutto le riforme impostate dal suo predecessore Gerhard Schroeder che hanno rimesso in salute l’economia tedesca. La sua frase storica però’ è “Wir schaffen das”, “ce la facciamo”, ad accogliere i profughi fatti entrare con l’apertura straordinaria e provvisoria delle frontiere decisa nel settembre dell’anno scorso per risolvere la crisi umanitaria dei migranti bloccati nei Balcani: ha avuto al copertina di Time da personaggio dell’anno ma anche un nuovo crollo nei sondaggi. E i “populisti” dell’Afd crescono…