Abusi su minori e spose bambine: così il partito di Erdogan vuole legalizzarli

Prevede la depenalizzazione del reato di violenza sessuale su minori il disegno di legge presentato in Turchia dall’Akp, il partito del presidente Recep Tayyip Erdogan. La norma, che parla di atti consensuali e riparazione attraverso il matrimonio, di fatto si connota anche come un sostegno al fenomeno delle spese bambine, già drammaticamente diffuso nel Paese.

Il precedente dell’Alta Corte

Il disegno di legge, che è stato presentato la notte scorsa in Parlamento, ricalca la sentenza con cui, la scorsa estate, l’Alta Corte turca aveva indebolito il reato di abuso su minori e deliberato una sorta di amnistia per gli stupratori. La sentenza aveva abbassato l’età della vittima entro cui l’atto sessuale era giudicato abuso da 15 a 12 anni e aveva introdotto la possibilità di evitare il carcere sposando la vittima. In molti, già in quella occasione, avevano lanciato l’allarme intorno alla sicurezza dei minori e, in particolare, delle bambine.

Una legalizzazione di fatto delle spose bambine

Ora che il Parlamento è chiamato a riempire il vuoto legislativo provocato dalla sentenza, quell’allarme non solo rientra, ma diventa più forte. Secondo molte Ong, infatti, il disegno di legge presentato dal partito di Erdogan consoliderebbe l’indirizzo dato dall’Alta Corte, aggravando la situazione dei minori nel Paese. Inoltre, sospenderebbe tutti i processi e le condanne per abusi su minori fino al 16 novembre di quest’anno. Non a caso, intorno alla norma si è scatenata una bufera politica. A dire no ci sono gli altri partiti, il socialdemocratico Chp e il nazionalista Mhp (i filo-curdi dell’Hdp non partecipano ai lavori in aula per protestare contro l’arresto dei loro deputati), e un movimento d’opinione che lanciato su Twitter l’hashtag “lo stupro non può essere legittimato”. Ciononostante, il disegno di legge resta calendarizzato per martedì.