Usa, i giudici dicono no al riconteggio dei voti. Non ci crede neppure Hillary

Neanche Hillary Clinton ci crede più. La grande sconfitta alle presidenziali sembra rassegnata a ritirarsi in buon ordine e non fa pressioni per riconteggiare i voti degli americani.

Hillary Clinton non vuole il riconteggio

Un giudice del Wisconsin si è rifiutato di imporre ai funzionari locali di ricontare a mano i voti delle presidenziali Usa, come aveva richiesto la candidata verde alla Casa Bianca Jill Stein, per la quale hacker russi non meglio identificati avrebbero influenzato il risultato. La Stein ha iniziato a raccogliere i soldi necessari per chiedere un riconteggio del voto dell’8 novembre scorso in tre Stati, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin, determinanti per la vittoria di Donald Trump e la sconfitta di Hillary.

Il no dei giudici: non ci sono prove

Malgrado le pressioni degli attivisti democratici, l’iniziativa vede molto tiepidi i collaboratori di Hillary Clinton che, spiegano i media Usa, la ritengono uno spreco di tempo e denaro, mentre l’ex candidata democratica vorrebbe solo lasciarsi la sconfitta alle spalle. La commissione elettorale del Wisconsin ha ordinato (finora senza successo) un nuovo conteggio dopo l’istanza presentata dalla candidata dei Verdi per chiedere la verifica del voto a mano per verificare se ci sono discrepanze con quanto registrato dal voto elettronico. Ma il giudice della contea di Dane, Valerie Bailey-Rihn, ha negato questa possibilità, affermando che i legali di Stein non hanno fornito prove che un riconteggio fatto con le macchine non sarebbe stato soddisfacente.

I dem vogliono far saltare tutto

Un gruppo di accademici e attivisti democratici aveva lanciato un appello a Hillary Clinton perché muovesse un passo ufficiale per chiedere il riconteggio. Tuttavia la posizione di Hillary è particolarmente delicata, perché per tutta la campagna elettorale aveva criticato le esternazioni di Trump su possibili brogli elettorali.