Alfano sente aria di sconfitta per il Sì: «No a conseguenze sul governo»

Ormai manca paraticamente una settimana  al referendum e Angelino Alfano sente aria di sconfitta. E mette le mani avanti. “Abbiamo sempre detto che, a prescindere dall’esito del referendum, non ci dovrebbero essere conseguenze sul Governo per un motivo molto semplice: il referendum è una delle cose importanti che ha fatto questo Governo, ma non il tutto”: Alfano lo ha detto in serata a Pordenone, a margine di un incontro in Prefettura. Si tratta di parole assai significative poiché sono pronunciate dal leader di un partito, Ncd, geneticamente sensibile al richiamo del potere. Vuol dire che le cose, dagli imput che arrivano al governo, non si stanno mettendo bene per il fronte del Sì. E Alfano, che guida il ministero dell’Interno, è uno dei primi  a conoscere l’aria che tira. Questo suo scindere le sorti dell’esecutivo dall’esito del referendum è il sintomo chiaro che il suo partit teme un brusco ridimensionamento del potere dopo il 4 dicembre, a partire da un eventuale governo di larghe intese che dovrebbe approvare una nuova legge elettorale e e preparare il voto anticipato in primavera. Insomma sono parole, quelle di Alfano, che indicano indirettamente il trend meglio di qualsiasi sondaggio (a otto giorni dal voto, non si possono pubblicare ricerche demoscopiche sul voto)  . 

Non resta, ad Alfano, che magnificare le “imprese” dell’esecutivo. “Questo Governo  ha riformato il mercato del lavoro, ha eliminato l’articolo 18, ha diminuito le tasse, sostenuto le forze dell’ordine, garantito la sicurezza a un Paese che ha ospitato prima Expo e poi il Giubileo”. “È un governo che ha fatto la riforma della pubblica istruzione  e che ha saputo, dal punto di vista della burocrazia, smontare una serie di gangli che si erano inceppati. Rispetto a tutto quello che è stato fatto il referendum costituzionale è importante, ma se non andasse bene non assorbirebbe l’intera massa delle cose fatte che sono veramente tante”. Quante “realizzazioni”, peccato solo che gli italiani non se ne sono accorti.