Donna uccisa a coltellate a Novara: il fratello ha confessato

Svolta nell’inchiesta per l’omicidio di Maria Rita Tomasoni, la donna accoltellata lo scorso 9 novembre nella sua abitazione, a Novara, e morta alcune ore dopo in ospedale. Nella mattinata il fratello Massimiliano, indagato nei giorni scorsi, si è presentato in procura col suo legale e ha confessato.

Il fratello ha confessato: questione di soldi

Una questione di soldi il probabile movente del delitto. L’uomo è assistito dall’avvocato Guido Pignatti, di Vigevano. Secondo quanto si è potuto apprendere, Tomasoni ricorreva spesso ai prestiti della donna. A far scattare l’aggressione probabilmente il rifiuto della vittima di dargli altri soldi. Non è ancora stata trovata l’arma del delitto, che probabilmente l’uomo aveva con sè quando si è recato dalla sorella. «Già lunedì scorso il fratello era stato convocato in Procura – leggiamo su Repubblica – insieme al suo avvocato. Alcune telecamere lo hanno ripreso il giorno del delitto proprio vicino alla villetta della vittima. Nella sua auto sono state trovate delle tracce di sangue ora al vaglio dei carabinieri del Ris di Parma. Maria Rita è stata uccisa con 26 coltellate. A esserle fatale è stata una che le ha trafitto il cuore. L’autopsia è stata eseguita dal medico legale Roberto Testi. L’arma del delitto con tutta probabilità dovrebbe essere uno stiletto. E se Massimiliano l’ha portata da fuori, come sembra, significherebbe che aveva premeditato tutto. Sapeva di quel tesoretto che la coppia custodiva in casa: quasi diecimila euro. Il fratello ne ha portati via 2mila. E’ stata proprio Maria Rita ad aprirgli la porta: sulla serratura non sono stati infatti trovati segni di scasso».