Rampelli: «Standard & Poors per il Sì? Renzi burattino della finanza mondiale»

«Eccoli qui gli alleati di Renzi, escono uno per uno allo scoperto, come le lumache dopo una pioggia». Ad affermarlo è Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d’Italia – Alleanza nazionale. «Abbiamo letto le raccomandazioni di JP Morgan, le pressioni del Financial Times e ora arriva il turno di Standard & Poors. Si tratta del “gotha” di quella finanza mondiale che vive di speculazione e se ne frega della vita delle persone, delle famiglie e dei popoli. Stanno rendendo sempre più visibile la verità: Renzi è un loro burattino e devono sostenerlo fino all’inverosimile».

Rampelli: gli italiani non sono uomini primitivi

«Ora ci vogliono far credere che l’economia può resistere all’uscita della Gran Bretagna dall’Europa e all’imprevedibile quanto contrastata elezione di Trump alla presidenza degli Stati Uniti, ma sarebbe a rischio se il Senato italiano non verrà nominato dai partiti e se il microbo Renzi dovesse dimettersi mandando l’Italia a votare 5 mesi prima della scadenza naturale», spiega Rampelli. «Ma possibile che questi anglosassoni si ostinino a trattarci come fossimo uomini primitivi con l’anello al naso? E Renzi, di fronte a manifestazioni di affetto così imbarazzanti, possibile non si vergogni?».

Brunetta: «Il clima di veleno? Colpa di Renzi»

«Clima di veleno in questa campagna referendaria? Anche nel 2006 c’è stato un referendum confermativo, e francamente non ricordo nulla di tutto questo», dice a sua volta Renato Brunetta. «Chi è stato questa volta a produrre questo parossismo? È stato Renzi che ha trasformato questo referendum in una battaglia campale. È stato Renzi che ha personalizzato, che ha detto “dopo di me il diluvio”. Dopo che aveva concentrato su queste schiforme tutta l’azione del suo governo».