WikiLeaks imbarazza Hillary: nelle sue mail c’è tutta l’ipocrisia liberal

S’erano tanto amati. La geopolitica vista dal buco della serratura delle email rubate da WikiLeaks mostra la verità che non ti aspetti. Hillary Clinton che tesse le lodi di Xi Jinping: lui sì che terrà a bada quei cattivoni della Corea del Nord. E poi l’ex first lady, ex segretario di Stato e adesso candidata presidente degli Stati Uniti che si fa buttare giù l’elenco dei negozietti più carini di Hong Kong: e dove si possono trovare quelle borsette deliziose che costano certamente meno degli originali venduti a New York? Perfino una tragedia come la minaccia nucleare qui è risolta con un dialogo da Hollywood: «Sentite, ai cinesi gliel’abbiamo detto. Se i coreani sfornano un missile con la testata nucleare noi non possiamo tollerarlo». E dunque? «Circonderemo la Cina di una difesa antimissile, sposteremo le nostre navi nell’area», si legge su “la Repubblica“.

Anche la Clinton ha i suoi imbarazzi

Circondiamo la Cina, spostiamo le navi. Il risiko disegnato di Hillary sta trovando, ovviamente, più risonanza qui che negli States presi dalle polemiche sul sexygate di Donald Trump. E come fanno a non risuonare gli imbarazzanti complimenti che il probabile prossimo presidente degli Usa fa al nuovo  Xi «è un politico migliore» del grigio predecessore Hu Jintao, la sua elezione è «una buona notizia», Xi «è molto più sofisticato», «uno un po’ più di mondo. E lo dico con stima». Wow. Che altro? «Ha consolidato il suo potere sui militari e sul partito comunista, ha disegnato un piano di riforme economiche e sociali, come quella del figlio unico». Hillary dimostra di conoscere bene il capo di tutte le Cine, ricorda un suo passaggio in Iowa nei lontani anni ’80 — il futuro presidente visitò il granaio d’America quando si occupava di agricoltura: «Lo vedi come si muove. È uno con cui puoi pure fare due chiacchiere, come ha fatto con me». E poi tiene a bada i generali, sono i militari a proteggere i cattivi della Corea del Nord, e finalmente Xi sta dicendo ai militari: «Basta con le provocazioni». Come no: Pyongyang, da allora, ha lanciato altri due test atomici.

Nelle mail si leggono le vere idee della Cinton

L’ufficio di Hillary non conferma né smentisce queste chiacchierate (fatte dietro pagamento) fatte per i boss di Wall Street. Ma il suo capo di gabinetto John Podesta ammette con l’Fbi che le sue email erano state hackerate — probabilmente dai russi. Va detto che l’adulazione per Pechino con il passare del tempo lascia spazio a più di un dubbio. Quando scoppia la crisi sulle isole contese Cliton sbotta: parlano di Mare Cinese? «Ma allora gli Stati Uniti dovrebbero reclamare tutto il Pacifico. Noi l’abbiamo liberato, noi l’abbiamo difeso. Potremmo anche chiamarlo Mar d’America: dalla California alle Filippine». Qui il risiko si fa surreale. Allora, ribatte Pechino, noi diremmo che le Hawaii sono nostre. E Hillary: ma gli Stati Uniti hanno la prova d’acquisto!