È venezuelano il papa nero dei gesuiti: è il primo non europeo della storia

Padre Arturo Sosa Abascal, venezuelano, 68 anni, è il nuovo preposito generale della Compagnia di Gesù, il cosiddetto “Papa nero” dei gesuiti, trentesimo successore di Sant’Ignazio di Loyola. Sosa Abascal, che succede allo spagnolo padre Adolfo Nicolas dimessosi al compimento degli 80 anni di età, è stato eletto oggi dalla 36/ma congregazione generale dei Gesuiti, riuniti a Roma. Come da usanza prevista, il primo a cui è stato comunicato il nome dell’eletto è stato papa Francesco. Per la prima volta in quasi 500 anni di vita la Compagnia di Gesù, il più numeroso e influente ordine religioso del cattolicesimo, sarà guidata da un non europeo, e in particolare da un latino-americano. E questo proprio nel momento in cui c’è un Papa, a sua volta egli stesso gesuita, anch’egli latino-americano. L’elezione di padre Arturo Sosa Abascal nella 36/ma congregazione generale in corso a Roma dal 2 ottobre è avvenuta stamane poco dopo le 11.30, quando dall’aula si è sentito scrosciare un grande applauso. Prima di comunicare pubblicamente il nome del nuovo padre generale si è rispettata la tradizione che vuole che il primo ad essere informato sia il Papa, in virtù dello speciale legame che unisce l’ordine fondato da Ignazio di Loyola al successore di Pietro.

Il papa nero dei gesuiti parla quattro lingue

Padre Arturo Sosa Abascal, gesuita della Provincia del Venezuela, eletto oggi dalla 36/ma congregazione generale come 31/mo superiore generale della Compagnia di Gesù, è nato a Caracas, in Venezuela, il 12 novembre 1948. È stato consultore del padre generale, delegato generale per le case e le opere interprovinciali della Compagnia di Gesù a Roma. Ha conseguito un dottorato in scienze politiche presso l’Universidad Central de Venezuela. Il padre, riferisce la Curia generalizia dei Gesuiti, parla spagnolo, italiano e inglese e comprende il francese.