Ustica. Il libro denuncia di Baresi sconfessa la tesi del complotto

Un nuovo capitolo nella tristemente nota vicenda di Ustica. A scriverlo è Eugenio Baresi, ex deputato Ccd e segretario della commissione stragi della XII Legislatura che ha raccolto una serie di documenti messi insieme nel libro denuncia “Ustica. Storia e Controstoria”, edito da Koiné Nuove Edizioni.

On. Baresi dopo 36 anni il suo libro si propone di aprire una nuova pagina su Ustica?

Il mio lavoro nasce con l’obiettivo di riportare i fatti e gli accadimenti per quello che sono. In questi anni è stata raccontata e divulgata una narrazione utile per alcuni economicamente, ma dannosa per il rispetto dovuto alla storia ed ai cittadini italiani.

Nel convegno organizzato a Roma insieme al senatore Giovanardi avete lanciato un appello al presidente Mattarella.

Il Presidente Mattarella quando era Ministro della Difesa rispose ad una interrogazione parlamentare, con molta correttezza e puntualità, specificando che in base ai trattati internazionali dell’Alleanza Atlantica potevamo chiedere i risarcimenti, per “danni” causati da atti commessi da militari di paesi dell’alleanza, quando un giudizio penale di un tribunale italiano avesse stabilito la loro responsabilità.

Il tribunale italiano ha stabilito che nessuno a commesso nulla: nella vicenda del DC9 Itavia non vi è stata assolutamente e incontrovertibilmente alcuna battaglia aerea.

Però un giudice civile ha stabilito, secondo la sua opinione, che vi è stata e lo stato italiano deve pagare centinaia di milioni di risarcimenti.

Siccome i soldi lo stato italiano li prende dai cittadini sarebbe opportuno che chi è contemporaneamente capo della Magistratura e delle forze armate assumesse iniziative per chiarire questo indubbio danno che i cittadini italiani si trovano a subire.

Lei parla di mistificazione della realtà e se la prende spesso con i media, colpevoli di aver privilegiato la tesi spettacolare della battaglia aerea nei cieli di Ustica.

Nel libro elenco e descrivo 29 versioni diverse, con protagonisti diversi, con fatti diversi, con descrizioni diverse, con tutto diverso salvo un unico finale: la colpa di un missile.

Tutte queste versioni  sono state descritte e accreditate dall’informazione, ognuna singolarmente come la verità.

Credo che ci debba essere un limite nel condizionare l’opinione pubblica.

Eppure sulla vicenda del missile sono stati girati film e scritti libri.

I film sono ovviamente intriganti nella narrazione inventata e ancor più utili nel condizionare l’immaginario.

Anche io ho scritto un libro che racconta tutto sulla base di documenti e prove. Certo è molto più monotono mantenere sempre un’unica tesi che descrive i fatti sempre ed esclusivamente nel medesimo modo sulla base, per altro, di una perizia internazionale assunta come base per le determinazioni dei tribunali penali: la battaglia aerea è utile per un film di fantascienza.

Se la tesi del missile dovesse prevalere nelle sentenze cosa accadrà?

Nelle definitive sentenze penali avute dopo 272 udienze piene di confronti in dibattimento, 4000 testimoni e riassunte in 1 milione e 750 pagine la tesi del missile è appunto definita fantascienza.

Il problema sono le sentenze civili espresse in 4 udienze, con il deposito di 4 atti documentali che hanno portato un avvocato di Bronte, prestato al ruolo di giudice per cinque anni, a stabilire, secondo la sua opinione, che è stato un missile. Sono le sentenze civili che stabiliscono i risarcimenti per un fatto che le indagini hanno stabilito non è accaduto.

Insomma, cosa successe quel maledetto 27 giugno del 1980 è scritto davvero nelle carte secretate come dice Giovanardi? E a chi puó ancora interessare tenere gli italiani all’oscuro?

Sicuramente non è avvenuta una battaglia aerea. Secondo la perizia internazionale unanimemente sottoscritta da tutti i suoi componenti la causa  più probabile della distruzione del Dc9 è riscontrabile dalla conoscenza del relitto recuperato al 94,6% ed è  una esplosione interna avvenuta nella zona della toilette. Il problema è che nessuno ha mai indagato su questo. Le carte che il senatore Giovanardi reclama alla conoscenza sarebbe semplicissimo toglierle dalla discussione facendole conoscere, basta volerlo.

Non teme che con il suo libro possa inimicarsi qualcuno?

Sicuramente non i cittadini italiani che come me si trovano gravanti di oneri economici non dovuti, per un fatto non accaduto e che però per la convenienza di alcuni si vuole sia successo.