Trump contro i big repubblicani che lo vogliono disarcionare: ipocriti moralisti

Anderson Cooper, della Cnn, e Martha Raddatz, della Abc – i due moderatori del secondo duello tv tra Donald Trump e Hillary Clinton – faranno le loro prime domande sullo scandalo che sta travolgendo il tycoon dopo la pubblicazione del video sessista da parte del Washington Post. Lo affermano i media americani citando fonti vicine all’organizzazione dell’evento che si svolgerà alla Washington University di St.Louis, in Missouri.

Trump non ha intenzione di mollare e si difende a colpi di tweet: “Ipocriti moralisti”, così definisce su Twitter i big del partito repubblicano che in queste ore a gran voce chiedono una sua uscita di scena, tra cui almeno 16 senatori e personalità di spicco come i Bush e Condoleezza Rice.

Si allunga di ora in ora la lista dei senatori e dei big del partito repubblicano che hanno deciso di scaricarlo. Una vera e propria rivolta guidata da personaggi del calibro di John McCain, senatore ed ex candidato presidenziale, e Condoleeza Rice, ex segretario di stato. Una fronda che sta creando non poco caos all’interno e ai vertici del Grand Old Party.  Resiste un gruppo di ‘fedelissimi’ del tycoon, molti dei quali riuniti per tutto il giorno di sabato nel fortino della Trump Tower, sulla Fifth Avenue di Manhattan. A partire dall’ex sindaco di New York, Rudy Giuliani e il governatore del New Jersey Chris Christie. Il gruppo dei fedelisismi comprende oltre a Giuliani e a Christie, l’ex candidato Ben Carson e l’ex speaker della Camera Newt Gingrich. Lo appoggiano ancora, ma ‘turandosi il naso’, lo speaker della Camera Paul Ryan, il capo del partito repubblicano Reince Preibus,  il leader della maggioranza al Senato Mitch  McConnell, gli ex candidati presidenziali Ted Cruz, Marco Rubio e Scott Walker.

Donald Trump tenta per difendersi di giocare la carta degli scandali che hanno coinvolto Bill Clinton. E sul suo account Twitter posta due tweet da un account col nome di Juanita Broaddrick, la donna che nel 1999 accusò pubblicamente l’ex presidente degli Stati Uniti di abusi sessuali compiuti una ventina di anni prima. La denuncia della donna contro Bill Clinton fu respinta nel 2001 e non si arrivò mai a formalizzare una causa. Nei tweet la donna ribadisce le accuse, anche quella rivolta a Hillary Clinton di aver fatto di tutto per coprire il fatto. “Hillary definisce le parole di Trump orribili – si legge – mentre lei vive e protegge un violentatore. Le sue azioni sono orribili”. E poi ancora: “Quante volte lo si deve dire? Le azioni parlano più forte delle parole. E Hillary Clinton mi ha minacciato dopo che Bill Clinton mi ha stuprata”.

In difesa di Trump ha parlato Nigel Farage il quale a proposito del video in cui Trump usa frasi offensive nei confronti delle donne afferma: “E’ un tipico vanto da maschio Alfa che, se vogliamo essere onesti, gli uomini fanno. Si siedono, si bevono un drink e parlano di queste cose. In ogni caso anche le donne dicono un sacco di cose che non vorrebbero vedere su Fox News o sulla prima pagina dei giornali”. E’ anche vero – aggiunge – che “c’è tutta una serie di storie uscite fuori su Hillary Clinton, per non parlare di Bill, quando parliamo di scorrettezze in campo sessuale”.