Tragedia in sala parto, Movimento per la Vita: «Ora è caccia agli obiettori»

“La caccia agli obiettori di coscienza è ormai tra gli sport preferiti di alcuni media e di alcuni politici del nostro Paese. La tragedia di Catania è solo l’ultimo caso, ma basta guardare cosa avviene in molte aziende sanitarie, dove i medici obiettori vengono discriminati nell’accesso alla professione o nelle carriere, attraverso concorsi riservati per non obiettori”. Lo ha detto il deputato Gian Luigi Gigli, capogruppo di ‘Democrazia Solidale-Centro Democratico’ in Commissione Affari Costituzionali della Camera e presidente del Movimento per la Vita Italiano, nell’aprire a Bibione i lavori del 36° Convegno Nazionale dei Centri di Aiuto alla Vita e delle Case di Accoglienza per le gestanti in difficoltà. Il Convegno è stato preceduto da un incontro dei responsabili della Rete europea dei Centri di Aiuto alla Vita e della rete americana di Heartbeat International. “Con la testimonianza delle opere – ha dichiarato Gigli – dobbiamo generare per tutta la società un futuro alternativo alla cultura dello scarto che non riconosce significato alla vita dei nascituri, dei disabili, dei profughi, dei morenti. In quest’opera dobbiamo costruire alleanze con tutti coloro a cui sta a cuore il destino dell’uomo e il futuro della democrazia in Italia”. Intorno ai medici obiettori di coscienza negli ospedali è in corso una dura polemica, nata praticamente all’indomani stesso della legge 194 che dal 1978 regola l’interruzione volontaria di gravidanza.