È tornato “Johnny Lecchino”. Benigni: se vince il No è peggio della Brexit.

Nel caso dovesse passare il no al referendum costituzionale “sarebbe peggio della Brexit“, per questo “è indispensabile che vinca il sì”. Roberto Benigni si schiera nuovamente a favore della riforma voluta dal governo Renzi, agitando il fantasma della Brexit, ancora così emotivamente coinvolgente. “Se vince il no il giorno dopo ti immagini? Il morale va a terra”, ha detto il premio Oscar all’inviato della trasmissione Le Iene. Dino Guarrusso. “I costituenti stessi – ha aggiunto – hanno auspicato di riformare la seconda parte, poi c’è la maniera di migliorarla, ma se non si parte non è, come qualcuno dice, che la riformeremo dopo, non accadrà più”. Benigni ha fatto anche notare che in ogni caso, anche se lui è favorevole alla riforma, la Costituzione della Repubblica Italiana resterà ‘la più bella del mondo’ perché i ”12 principi fondamentali, che corrispondono ai primi 12 articoli, sono inviolabili e intoccabili e nessun referendum potrà mai cambiarli, così come la parte prima che riguarda i ‘Diritti e Doveri dei cittadini’. Il primo a commentare l’uscita di benigni è stato Renato Brunetta: “La notizia del giorno non è che Benigni tifa per @matteorenzi, la notizia del giorno è che Benigni tiene famiglia…”, ha scritto su Twitter il capogruppo di FI alla Camera.

Già lo scorso giugno Roberto Benigni, intervistato da Repubblica, si era schierato per il Sì. “Se c’è da difendere la Costituzione, col cuore mi viene da scegliere il No. Ma con la mente scelgo il Sì.  Sono trent’anni che sento parlare della necessità di superare il bicameralismo perfetto: niente. Di creare un Senato delle Regioni: niente. Di avere un solo voto di fiducia al governo: niente”.

Una dichiarazione che aveva scatenato critiche e attacchi sul web, dove migliaia di utenti accusarono Benigni di essere diventato “Johnny Lecchino” parafrasando il titolo di uno dei suoi film più famosi Johnny Stecchino. Particolarmente  duro, in quell’occasione, il giudizio di Andrea Scanzi: “Caro Benigni, è stato bello. Ora però mi perdonerai, ma preferisco ricordarti da vivo. Una prece”. Giudizio tranchant da parte di Maurizio Gasparri: “Peggio di uno come Benigni solo alcuni altri pagliacci vedovi di un simile buffone. Mai stimato il guitto insegui-soldi, nessun rimpianto”.