Terremoto: la montagna si è spaccata in provincia di Macerata

«Il terreno si è spaccato. È una situazione apocalittica. Il nostro paese è finito: le case sono andate giù, è crollata anche la facciata della chiesa. Alcune frazioni sono isolate e sono caduti pezzi delle mura di cinta. Grazie a Dio siamo riusciti a portare in salvo le due anziane che erano rimaste intrappolate nella loro abitazione». Nelle parole del sindaco di Ussita, Marco Rinaldi, c’è la disperazione delle persone che ieri, poco dopo le sette di sera, sono precipitate di nuovo nell’incubo del terremoto in provincia di Macerata, tra Marche e Umbria, si legge su “il Corriere della Sera“.

Dramma senza fine che ha per palcoscenico il centro Italia

Paura, rabbia, timore che le scosse, che si susseguono senza fine, possano continuare a crescere d’intensità. Uomini e donne scendono in strada e si radunano in piazza, mentre la macchina dei soccorsi inizia la sua nuova infinita notte. Smottamenti lungo le strade, vetri che cigolano ad ogni nuovo colpo, detriti e macerie, polvere, in una sequenza che pare interminabile e che, alle 21.20 circa, offre sussulti maggiori della prima scossa registrando una magnitudo di 5,9. «È stata terribile e lunga, di una violenza inaudita — dice ancora il sindaco di Ussita —. Il più forte terremoto della mia vita». Ci sono difficoltà di accesso al paese. «Dobbiamo spostare 25 anziani di una casa di riposo, già ospitati in un hotel. Stanotte rimaniamo tutti in strada, dormiremo in auto. Impossibile allestire una tendopoli in queste condizioni».

Inizia la conta dei danni, mentre ancora si cerca sotto le macerie

Scosse ogni minuto. Non c’è luce, perché le linee elettriche sono saltate. Non funzionano i telefoni. E tremano Castelsantangelo sul Nera, Visso, Camerino. Trema Preci, in provincia di Perugia. A Visso, nel Maceratese, si sfiora la tragedia: pezzi di un edificio cadono sull’auto di una troupe della Rai. Una donna appena scappata dal suo studio di geometra, nel centro del paese, racconta: «Le pareti mi sono venute addosso. Ho sentito venire giù gli oggetti e i libri dagli scaffali. Sono fuggita, fuori la gente gridava».