Terremoto, esodo epocale verso le coste: in migliaia negli alberghi

Dolorosa e imprevista: è la vicenda degli sfollati dai quaranta comuni appenninici colpiti duramente dal terremoto. Li distribuiranno sui 150 chilometri della costa marchigiana, a migliaia. E ci resteranno fino ad aprile, come minimo, come ha rivelato la Confcommercio sulla base della richiesta di disponibilità fatta dalla Protezione Civile agli operatori. Sarà, come ha detto lucidamente il sindaco di Civitanova Corvetta: «Una migrazione epocale, magari temporanea, ce lo auguriamo, ma epocale».

Terremoto, migliaia gli sfollati

In molti vogliono continuare a restare vicini alle attività, e quindi si cerca una sistemazione il più possibile limitrofa a aziende, campi, stalle. Magari nella fascia tra il mare e le colline. Gli sfollati verso il mare saranno comunque migliaia, forse non tutti i venticinquemila previsti dalla regione, ma per ora ci sono le cinquemila richieste fatte agli albergatori della parte centrale, dal Conero a Porto San Giorgio, la zona marina più vicina alla zona devastata. Ma sono pronti anche gli albergatori di Marotta e Senigallia con mille posti letto. E che non ci sono soluzioni alternative lo ha subito chiarito il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio: «L’assistenza deve continuare in direzione di portare le persone sulla costa, al momento non ci sono possibilità di assistenza in loco». Ma si sa che in preallarme ci sono tutte le strutture alberghiere e ricettive fino a Gabicce. Se fino alla scorsa settimana la speranza era quella di tenere le persone nelle seconde case o comunque vicino ai comuni sconvolti, ora la dimensione della devastazione è tale che ha fatto dire al presidente della Regione Luca Ceriscioli: «Parlare di sradicamento in questo momento non ha senso. Il sisma è tanto grande che tu hai necessità di trovare un tetto. Quindi bisogna avere questo tipo di disponibilità».

Esodo verso la costa

Cioè a muoversi e trovare riparo dove questo riparo c’è: sulla costa. Come già è accaduto per gli sfollati di Accumoli o Arquata dopo il 24 agosto. E i sindaci stanno evacuando i paesi devastati, pullman che partono per i ricoveri di Porto Racanati o Porto Sant’Elpidio, dove da qualche giorno è operativa l’Unità dedicata della Protezione Civile che presiede alla sistemazione degli sfollati e dei soccorritori, che si è spostata da San Benedetto del Tronto proprio per essere più vicina alle nuove emergenze.