Sesso per contratto con la segretaria personale: assolto il datore di lavoro

Quando per segretaria personale si intende molto di più di quanto non si possa immaginare… Già, perché sarebbe stato davvero “personale”, addirittura intimo, il ruolo che il singolare datore di lavoro avrebbe riservato alla donna contrattualizzata alle sue dipendenze e ai suoi particolari desiderata… Sesso per contratto con la segretaria personale, insomma. Lei denuncia il capo, ma il tribunale lo assolve: il requisito, sembra, era nell’accordo e remunerato in busta paga.

Segretaria personale… anche troppo?

Tutto accade in Spagna, terra di colori e di stravaganze fin troppo spesso istituzionalizzate. In questo caso, allora, che molto clamore ha suscitato sui media locali – e non solo, visto che anche noi ne stiamo parlando esterefatti – le prestazioni sessuali finiti all’indice e che il “focoso” capo era pronto a richiedere, erano previste dal contratto accettato dalla segretaria personale, in barba ad accademiche virtù stenografiche o semplici abilità dattilografiche… Tutti requisiti evidentemente non più così gettonati. A giudicare dal caso spagnolo, succulentemente registrato e riferito da  La Vanguardia, al vertice dei requisiti professionali richiesti da amministratori, ceo, direttori o quanto di più simile possa esistere nelle gerarchie aziendali e impiegatizie, non figurano più le caratteristiche e le qualità di una volta: tuttaltro… Oggi, nel cv, sembra quasi che sia obbligatorio vantare la capacità di recitare come una preghiera interi stralci di 50 sfumature di grigio o di interpretare – liberamente? – scottanti sequenze di Secretary.

L’accordo scagionerebbe il datore di lavoro…

Deve essere per questo, allora, che nel bollente caso della segretaria personale spagnola che ha portato in tribunale il suo dispotico capo, i togati hanno stabilito al di là di ogni ragionevole dubbio che «non c’è stata violenza». Almeno in base a quanto sancito in aula ad Alicante, dove un imprenditore accusato dalla collaboratrice di «violenza o intimidazione» sessuale è stato assolto. La corte spagnola, riferisce sempre La Vanguardia, ha ritenuto dimostrato che nell’accordo di lavoro inizialmente raggiunto fra l’uomo e la sua segretaria personale, per uno stipendio mensile di 4000 euro, figurava il “requisito” che i due mantenessero relazioni sessuali quando richiesto dal datore di lavoro. Di più: nel colloquio per l’assunzione l’imprenditore aveva indicato che il posto offerto, rileva il tribunale, «era di segretaria personale e che le condizioni prevedevano che mantenesse relazioni sessuali quando lui lo richiedeva, condizioni accettate dalla denunciante». La procura, di contro, chiedeva contro l’uomo una condanna a sei anni di carcere per «aggressione sessuale». I due avevano avuto incontri sessuali per un mese, poi la donna aveva denunciato il datore di lavoro. La sua versione è stata ritenuta però di scarsa credibilità dalla corte.