Primo sciopero delle donne in Argentina: basta col femminicidio

Malgrado la pioggia e il brutto tempo, decine di migliaia di donne argentine hanno sfilato nel centro di Buenos Aires per protestare contro il femminicidio, nel quadro del cosiddetto #MiercolesNegro (Mercoledì Nero), organizzato dall’associazione “Ni Una Menos” (Nemmeno una meno). Dopo essersi concentrate intorno all’obelisco che segna il centro della capitale argentina, le manifestanti – una marea di ombrelli e vestiti neri, simbolo del lutto per le vittime dell’omicidio al femminile – hanno sfilato fino alla Plaza de Mayo, dove si trova la Casa Rosada, sede della presidenza.

Argentina, la protesta delle donne contro il femminicidio

La protesta di piazza segnava la fine di una giornata dedicata totalmente al dramma della violenza omicida di cui sono vittime le donne, che era iniziata con uno “sciopero femminile”. Come previsto, migliaia di donne sono uscite da uffici e commerci del centro di Buenos Aires per concentrarsi sui marciapiedi ed applaudire, in segno di solidarietà con la protesta. Amministrazioni pubbliche ed uffici privati, non c’era alcuna differenza: una marea femminile in nero ha fatto sentire la sua voce. Durante il pomeriggio, sui social network sono esplosi i messaggi di adesione e le foto di gruppi di donne vestite a lutto, riprese sul loro posto di lavoro. Molte giornaliste e presentatrici della televisione pubblica e privata si sono presentate anche loro vestite di nero, per esprimere la loro solidarietà. Juliana Awada, moglie del presidente Mauricio Macri, ha pubblicato un’immagine su Twitter con il messaggio “Oggi e ogni giorno: nemmeno una meno”. A margine dell’inaugurazione di una scuola a Buenos Aires, suo marito ha ribadito che per il suo governo la lotta contro la violenza di genere è “una priorità legislativa ma anzitutto culturale”.

Messaggio della presidente cilena Michelle Bachelet

La protesta ha ottenuto un’adesione inattesa, quello della presidente cilena, Michelle Bachelet, che dalla sua pagina di Twitter si è associata all’iniziativa, con un messaggio nel quale dedicava la giornata a una bambina di dieci anni uccisa dal patrigno nel suo paese, Florencia Aguirre, e la 16enne struprata ed uccisa a Mar del Plata, sulla costa argentina, Lucia Perez. Le statistiche ufficiali indicano che dal 2008 c’è stato un aumento del 78% dei femminicidi, ma secondo gli specialisti questa cifra indica soprattutto che omicidi che prima non erano denunciati ora arrivano alla giustizia penale. Quello che preoccupa le associazioni femminili è che le statistiche non registrano alcuna riduzione dei casi di violenza estrema contro le donne, che si aggirano da tre anni intorno al 270 l’anno: nel 2016 sono già 226. Una serie di crimini particolarmente orribili che si sono succeduti durante questo mese – diciannove casi negli ultimi diciotto giorni, uno ogni ventitré  ore – hanno però scosso l’opinione pubblica.