Roma, finisce un’epoca: ristorante cinese al posto dello storico “Agata e Remo”

Triste vicenda, addio tradizioni. Lo storico locale “Agata e Remo” – come apprendiamo sul sito di Repubblica– si arrende e chiude i battenti, vendendo l’esercizio a ristoratori cinesi. Il noto ristorante all’Esquilino era nato a fine ‘800 al civico 45 di via Carlo Alberto con il nome di “Hostaria da Gabriele”, una trattoria alla buona per muratori dove pranzare con una pagnotta portata da casa, un piatto di spaghetti e un bicchiere di vino rosso. A gestirlo era la famiglia di Agata Parisella, ultima di cinque figli che nel 1974 convinse il marito Romeo Caraccio ad abbandonare la facoltà di Medicina per rilevare il ristorante e iniziare insieme un’avventura lavorativa che gli valse grandi soddisfazioni. Considersto uno dei templi della ristorazione romana, stella Michelin e indirizzo celebrato sulle guide di tutto il mondo. Una parabola che segue purtroppo le trasformazioni che ha subito l’intero quartiere. leggiamo da Repubblica: «Dire addio a tutto ora dispiace, fa male – racconta Caraccio – La crisi economica non c’entra, ma ogni cosa ha il suo tempo e noi il nostro lo abbiamo fatto. Le malelingue diranno che non eravamo competitivi, ma non è così, mai avuto un segno meno sul fatturato, anche sabato scorso abbiamo avuto il pienone. Semplicemente, iniziamo a essere stanchi di questi ritmi e le nostre figlie hanno scelto altre strade, non intendono proseguire nella ristorazione. Pensiamo di fare altro, di aprire un agriturismo nella campagna di Benevento per riscoprire la terra e la campagna. Alla chiusura del ristorante hanno contribuito le motivazioni personali legate anche al modo in cui è cambiato questo quartiere», sostiene Caraccio.

“Agata e Remo”: «Di quella Roma non c’è più nulla»

Chi passa nei pressi può vedere la scala per attaccare le lanterne rosse già stata montata. Tristezza. La vecchia insegna dell’800 per ora resiste. Agli squisiti piatti della tradizione romana e italiana si sostituiranno involtini primavera e riso alla cantonese. L’Esquilino ha ormai una vocazione multietnica e il commercio di origine orientale prevale, raccontano gli ex proprietari. “È cambiato tutto, la frequentazione del quartiere, il tipo di negozi, l’offerta gastronomica. Abbiamo deciso di uscire da qui con la testa alta, tenendo intatto il lustro di “Agata e Romeo”. Ecco perché abbiamo scelto di ritirarci e vendere a un ristorante cinese”, spiega ancora Romeo. Ma perché non cercare un acquirente italiano? “Non avrebbe avuto senso, – raccontano a Repubblica- qui ormai tutto parla le lingue del mondo. Un nuovo ristorante italiano sarebbe stato senza futuro, perché la clientela e la frequentazione del quartiere sono cambiati, purtroppo in peggio. Questo ristorante era qui da un secolo, ma ormai di quella Roma non c’è più nulla. L’Esquilino è abbandonato, in degrado. Avevamo ottenuto l’autorizzazione per i tavolini esterni, ma li abbiamo tolti perché il dehors veniva vandalizzato e tra ubriachi e tossici i clienti non erano a loro agio”. Sui tavolini di “Agata e Remo” hanno sostato i grandi del cinema e della politica:  dall’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga (che “quando prenotava pretendeva sempre di trovare a tavola una bottiglia del suo vino sardo preferito”) a Sophia Loren, da  Bill Gates, che uscì senza pagare il conto perché non aveva con sé la carta di credito, mentre Bill e Hillary Clinton non esitarono a fare il bis delle celebri cinque variazioni di baccalà, uno dei piatti forti del ristorante.